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Giorgio Perlasca, De Santis: "A Como solo un cippo semi dimenticato. La sua città lo ricordi con una scuola"

Giusto tra le Nazioni salvò dalla deportazione 5mila ebrei.

Giorgio Perlasca, De Santis: "A Como solo un cippo semi dimenticato. La sua città lo ricordi con una scuola"
Politica Como città, 31 Agosto 2021 ore 12:51

In occasione della seduta di ieri pomeriggio, lunedì 30 agosto 2021, del Consiglio comunale di Como il consigliere di Fratelli d'Italia Sergio De Santis è intervenuto per chiedere più attenzione alla memoria del concittadino celebre in tutto il mondo Giorgio Perlasca.

Giorgio Perlasca, De Santis: "A Como solo un cippo semi dimenticato. La sua città lo ricordi con una scuola"

"Tutti conoscono la storia personale e cosa fece Giorgio Perlasca nell'inverno del 1944, quando grazie a un espediente (si finse il Console di Spagna a Budapest) riuscì a salvare dalla deportazione nazista oltre 5000 ebrei ungheresi, a rischio della propria vita - ha spiegato in aula - Non tutti sanno però che era nato a Como, e ancor meno sanno che esiste nella sua città, presso i Giardini a Lago, un cippo semi dimenticato, che lo ricorda molto genericamente. Perlasca è stato un eroe moderno, e l'attualità della sua figura la ritroviamo, con le dovute differenze, in quanti ancor oggi, in Afghanistan, sono disposti a rischiare la propria vita pur di portare in salvo uomini, donne e bambini, destinati altrimenti ad essere oppressi, violentati, se non addirittura uccisi".

"Premesso ciò, sarebbe doveroso onorare ogni anno la memoria di Perlasca, cosa che non credo sia avvenuta, ricordando che il prossimo 15 agosto sarà il trentennale della sua morte (15 agosto 1992). Chiedo altresì che al nostro concittadino, Medaglia d'Oro al Valor Civile, Giusto tra le Nazioni, onorato e conosciuto in tutto il mondo, sia dedicata una scuola della nostra città - ha aggiunto -  E' nelle scuole, anche nelle scuole, dove si forgiano i cittadini di domani, che la storia di Giorgio Perlasca dovrebbe essere insegnata, per far conoscere ai ragazzi da quale oscura Europa proveniamo, come siamo divenuti l'Europa libera e democratica di oggi, e perché dagli errori del passato si traggano gli insegnamenti per non ripeterli mai più".

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