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una realtà di volontariato

La Casa della Giovane di Ponte Chiasso rischia la chiusura: la denuncia della consigliera Lissi

Secondo l'esponente Dem le cause sarebbero nel modo in cui il Comune si è mosso in questi anni.

La Casa della Giovane di Ponte Chiasso rischia la chiusura: la denuncia della consigliera Lissi
Politica Como città, 28 Settembre 2021 ore 10:04

La Casa della Giovane, con sede a Ponte Chiasso, è una di quelle realtà che rende Como speciale. Una realtà di volontariato al fianco delle donne, spesso in gravidanza o con bambini piccoli, che non hanno nessuno che le aiuti. Lì trova un tetto sopra la testa, un aiuto con i figli per dar loro modo di trovare un lavoro, un supporto psicologico. Una realtà importante che, secondo quanto denunciato dalla consigliera comunale Patrizia Lissi rischia la chiusura.

La Casa della Giovane di Ponte Chiasso rischia la chiusura

“Il Comune di Como deve dimostrare di avere un piano chiaro e concreto per tutelare la Casa della Giovane di Como. L’associazione ora rischia di chiudere” dichiara Lissi, consigliera comunale del Partito Democratico.

“Dal 2014 al 2017, la collaborazione tra Giunta Lucini e associazione è stata decisamente positiva. Quest'ultima beneficiava infatti di un accordo di comodato d’uso gratuito per la struttura di Ponte Chiasso - spiega Lissi - Il contratto è però scaduto nel 2018. Una volta insediatasi l’attuale giunta, l’associazione ha tentato di rinnovare l’accordo e solo nel 2019 i referenti della comunità sono stati convocati a Palazzo Cernezzi con l’offerta di un contratto di locazione, accettata ma che mai si è concretizzata. Passano altri due anni e solo recentemente, nel settembre del 2021, il Comune ha chiesto ai referenti della Casa della Giovane di passare a un modello di housing sociale: un cambiamento impossibile visto il tipo di struttura e una richiesta che tradisce la scarsissima conoscenza delle realtà del territorio”.

“Come se non bastasse, nell’estate del 2021, Regione Lombardia ha pubblicato sulla piattaforma di Aria Spa un bando per l’affidamento del servizio di accoglienza di minori. Uno dei requisiti fondamentali per partecipare? Un contratto di locazione o di comodato d’uso. La Casa della Giovane non ha né uno né l’altro per colpa dell’amministrazione Landriscina e quindi viene tagliata fuori dal bando, come la maggior parte delle comunità per minori comasche. Così il lavoro, frutto di impegno, di fatiche, di anni di volontariato viene messo a repentaglio, come se niente fosse - conclude Lissi che si rivolge direttamente al Comune di Como per avere delle risposte - Cosa ne sarà degli ospiti? Ci saranno licenziamenti? Che programmi immediati ha questa amministrazione per evitare la chiusura della Casa della Giovane?”.

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