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La “Grande Como” rispedita al mittente da Grandate e Luisago

Il consiglio comunale del capoluogo ha approvato la mozione di Fratelli d'Italia ma i comuni di cintura non sono stati coinvolti.

La “Grande Como” rispedita al mittente da Grandate e Luisago
Como città, 08 Febbraio 2020 ore 16:56

Ipotesi “Grande Como”, Grandate e Luisago non ci stanno e rispediscono la proposta al mittente, il consiglio comunale del capoluogo che ha approvato la mozione di Fratelli d’Italia sul tema a fine gennaio.

Grande Como: mozione approvata al consiglio del capoluogo

Era il 2018 e il gruppo comasco del Partito Democratico parlava per la prima volta di una “Grande Como”. Un capoluogo che venisse rafforzato dai comuni di cintura. Poi il nulla fino alla mozione di segno politicamente opposto del consigliere comunale di Como del gruppo di Fratelli d’Italia Sergio De Santis. Mozione che, a sorpresa, è stata approvata dal consiglio comunale a fine gennaio.

Così commentava De Santis: “Le ricadute in positivo di una aggregazione con i comuni che si dichiareranno interessati sono evidenti: la politica della mobilità e dei flussi di traffico verso il capoluogo, vera emergenza quotidiana; una sicurezza urbana congiunta che miri a prevenire i reati predatori; lo snellimento di molti processi burocratici e il conseguente miglioramento dei servizi ai cittadini; poter ripensare alle grandi mostre e a percorsi culturali che si integrino con gli altri laghi della Lombardia”.

Le risposte di Grandate e Luisago

Eppure già da due sindaci della cintura, quello di Grandate e quello di Luisago, è arrivato un secco “no”.

La prima cittadina di Luisago, Susanna Dalla Fontana spiega: “Luisago ha una autonomia sana. Una eventuale aggregazione dei Comuni della cintura al capoluogo di provincia andrebbe a favorire chi è più in svantaggio, ad esempio dal punto di vista finanziario, non noi”.

Dello stesso avviso il sindaco di Grandate, Alberto Peverelli, che aggiunge una nota amara sulla gestione di questa situazione da parte del capoluogo: “Da parte di Como non c’è stato nessun coinvolgimento preventivo, un invito ai Comuni a sedersi al tavolo e discuterne, spiegando la loro visione e le eventuali ricadute positive del progetto”.

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