politica comasca

La mozione Anzaldo sul Garante dei Detenuti ferma da febbraio. Torresani: “Il consiglio la affronti con l’attenzione politica che merita”

La figura che verrebbe introdotta con la mozione potrebbe sensibilizzare sul tema.

La mozione Anzaldo sul Garante dei Detenuti ferma da febbraio. Torresani: “Il consiglio la affronti con l’attenzione politica che merita”
Como città, 30 Ottobre 2020 ore 16:28

E’ protocollata in Comune a Como dallo scorso 20 febbraio. All’ordine del giorno del consiglio comunale poche settimane dopo. Eppure la mozione, presentata dal consigliere comunale Fulvio Anzaldo (Rapinese Sindaco), che chiede l’istituzione di un Garante dei Diritti delle persone detenute o private della libertà personale del Comune di Como, non è ancora stata discussa in aula.

La mozione Anzaldo sul Garante dei Detenuti ferma da febbraio

I problemi del carcere Bassone di Como sono noti, primo tra tutti il sovraffollamento e la carenza di personale tra le fila della Polizia Penitenziaria. A livello nazionale e regionale esiste la figura del Garante che è possibile introdurre anche a livello comunale per essere più puntuali nella gestione dei rapporti con il carcere.

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Questa figura aiuterebbe a promuovere l’esercizio dei diritti e delle opportunità delle persone private della libertà, a monitorare le condizioni detentive anche attraverso visite nei luoghi della detenzione in città, a segnalare alle autorità competenti il mancato o l’inadeguato rispetto dei diritti a seguito di segnalazioni che giungano al proprio ufficio, organizzare iniziative di sensibilizzazione pubblica sul tema.

IL TESTO INTEGRALE DELLA MOZIONE

Torresani: “Il consiglio la affronti con l’attenzione politica che merita”

“Specialmente in questo momento di grave emergenza sanitaria, dobbiamo mantenere alta l’attenzione sulla questione delle carceri sovraffollate, dove il rischio che scoppino nuovi focolai di coronavirus è indubbiamente alto. A fronte del rinvio continuo della mozione sul Garante cittadino per i diritti dei detenuti e vista l’attuale situazione – commenta la consigliera del Gruppo Misto Pierangela Torresani – questa domenica era prevista una marcia di solidarietà a staffetta dal carcere di Como passando dalla Diocesi fino al Municipio cittadino per chiedere un voto del consiglio comunale che affronti finalmente la mozione presentata dal consigliere comunale Fulvio Anzaldo (Rapinese Sindaco) con la volontà e l’attenzione politica che merita”.

C’è stata l’adesione di Torresani, appunto, e dei consiglieri del gruppo del Partito Democratico, Patrizia Lissi e Stefano Fanetti e di Gianni Rubagotti. Vista la situazione di grave incertezza sanitaria, è stato però deciso di rimandare la marcia propendendo per una scelta di responsabilità.

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“Il problema del sovraffollamento delle carceri non può essere tuttavia messo in secondo piano e auspichiamo che l’iniziativa possa aver luogo il prima possibile – aggiunge la consigliera comunale – Per questo motivo invitiamo gli altri consiglieri del Comune di Como, indipendentemente dalla propria appartenenza politica, non solo ad aderire alla manifestazione, ma anche e soprattutto a dedicare alla tematica l’attenzione che la stessa merita”.

“L’invito è ovviamente esteso anche allo stesso sindaco Landriscina che ci auguriamo possa partecipare alla nostra iniziativa e possa indirizzare il consiglio a interessarsi una volta per tutte al problema – conclude Torresani – Il carcere di Como è una questione sociale che riguarda anche la Provincia e i suoi Comuni, sia in tempi ordinari sia in tempi straordinari come quelli che stiamo vivendo, i cui servizi sociali, tra le altre cose, si devono fare carico di chi torna in libertà senza un percorso di reinserimento sociale completo e strutturato”.

Stephanie Barone

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