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L’associazione Assalam vuole incontrare il sindaco di Cantù. Erba (m5s): “Siamo disponibili a presenziare”

Da anni c'è in atto una controversia tra Amministrazione e gruppo islamico per l'apertura di un centro culturale in via Milano.

L’associazione Assalam vuole incontrare il sindaco di Cantù. Erba (m5s): “Siamo disponibili a presenziare”
Canturino, 07 Febbraio 2020 ore 11:25

L’associazione Assalam, proprietaria dello stabile di via Milano dove da anni i membri desiderano aprire un centro culturale e di culto, ha chiesto ufficialmente attraverso le parole del suo presidente Omar Bourass, un incontro al sindaco di Cantù Alice Galbiati che di recente si era dichiarata disponibile ad avviare un dialogo con gli esponenti del centro culturale di via Milano. Un appuntamento che nasca dalla volontà di entrambe le parti di mettere la parola fine alle controversie legali.

L’associazione Assalam vuole incontrare il sindaco di Cantù

“Appoggiamo la proposta dell’associazione Assalam e ci auguriamo che il sindaco onori la promessa di fissare un incontro – sottolinea Raffaele Erba, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle – Un confronto potrebbe aiutare a stimolare la nascita di una politica distensiva e di collaborazione tra il centro culturale e il Comune di Cantù”.

“Galbiati aveva assicurato la disponibilità a instaurare un dialogo. I muri non aiutano a distendere i toni. Auspichiamo un cambio di rotta da parte del sindaco, evitando di trincerarsi dietro al passato, per iniziare un nuovo percorso insieme costruttivo e di condivisione. I ricorsi giudiziari non vanno letti come atti di guerra perché la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittima la norma di Regione Lombardia e quindi ha dato ragione alle posizioni dell’associazione culturale riconoscendo semplicemente i suoi diritti”.

Il consigliere pentastellato Erba si rende disponibile a favorire un dialogo tra le parti: “Sono disposto a presenziare personalmente all’incontro, magari in compagnia degli altri gruppi di minoranza, perché lo riteniamo utile a superare i dissapori emersi durante la Marcia della Pace dello scorso 26 gennaio ma soprattutto per stimolare la pacifica convivenza tra i membri dell’associazione e i rappresentanti dell’Amministrazione nel rispetto delle reciproche diversità.

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