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il commento dopo il consiglio

Nido di Lora, approvata la gestione privata. Civitas: “Scelta dettata dall’urgenza di nascondere i danni”

L'approvazione della delibera ieri sera in consiglio comunale.

Nido di Lora, approvata la gestione privata. Civitas: “Scelta dettata dall’urgenza di nascondere i danni”
Politica Como città, 27 Aprile 2021 ore 13:31

Il consiglio comunale di Como ha detto sì ieri sera, lunedì 26 aprile 2021, all’esternalizzazione della gestione del nido di Lora, proposta dalla giunta comasca e in particolare da una delibera dell’assessore alle Politiche educative Alessandra Bonduri. Una scelta fortemente osteggiata in questi mesi dalle sigle sindacali, Cgil, Cisl e Uil, e da parte delle minoranze in consiglio.

Nido di Lora, approvata la gestione privata

“Quando le scelte sono dettate dal furore ideologico sommato all’urgenza di nascondere i danni commessi (non sono state fatte assunzioni negli ultimi anni) ecco che la scelta di affidare il nido di Lora ai privati viene rappresentata come una scelta ragionevole, che non creerà disparità tra i piccoli comaschi e che non vedrà una struttura tutta realizzata e attrezzata con le risorse e la passione dei cittadini comaschi sfruttata per altri scopi e ‘consumata’ dalla logica minimalista di un gestore che potrà competere solo risparmiando sul costo del personale e con mediocri economie”. E’ il commento a caldo del gruppo Civitas, rappresentato in consiglio da Guido Rovi.

Civitas aveva presentato una serie di emendamenti alla delibera, come “paletti” irrinunciabili ma sono stati respinti.

“Avevamo chiesto di garantire il vincolo dell’utilizzo esclusivo di spazi e materiali alla sola funzione istituzionale di asilo nido per motivi di sicurezza e igienico sanitari (e non farne luogo per altre attività come feste, incontri serali) a tutela dei piccoli utenti – spiegano da Civitas – di predisporre un dettagliato inventario dei materiali e delle strutture consegnati con quantificare il valore attuale, che dovrà essere garantito nel tempo escludendo la restituzione al “valore d’uso”; prevedere una clausola rescissoria al venire meno anche di una sola delle condizioni e degli impegni contrattuali; verificare periodicamente la soddisfazione dell’utenza con frequenza almeno quadrimestrale; rispettare le medesime condizioni, ivi compresi i rapporti bambini-educatrici; considerare prevalente il progetto educativo come criterio prevalente all’assegnazione; di introdurre una clausola sociale che preveda l’assorbimento del personale a tempo determinato”.

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