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No all'inno nazionale in Consiglio provinciale: "Non è necessario"

Bocciata la proposta fatta dal consigliere Dario Lucca al Consiglio provinciale di iniziare ogni seduta con l'ascolto dell'Inno di Mameli.

No all'inno nazionale in Consiglio provinciale: "Non è necessario"
Politica Como città, 17 Luglio 2018 ore 14:44

Il Consiglio provinciale di Como ha detto 'no' alla proposta, portata avanti dal consigliere Dario Lucca, di iniziare ogni seduta con l'ascolto dell'inno nazionale.

Inno nazionale in Consiglio provinciale

In occasione dell'ultima seduta del Consiglio provinciale, presieduto dalla presidente Maria Rita Livio, il consigliere recentemente eletto Dario Lucca ha proposto con una mozione di ascoltare all'inizio di ogni seduta l'Inno di Mameli. Durante la presentazione della sua proposta Lucca ha ricordato che proprio quest'anno cadono i 70 anni della Costituzione e che l'ascolto di Fratelli d'Italia non dovrebbe limitarsi ai momenti sportivi. "E' un elemento che reputo unificante e sarebbe giusto ascoltarlo in Provincia, come già fanno in molti Comuni, prima di iniziare i lavori di ogni seduta" ha sottolineato Lucca. 

Il "no" della maggioranza, Livio: "Non è necessario"

Ad una proposta molto semplice quanto significativa, la maggioranza di centrosinistra guidata dalla presidente Livio ha detto"no". "Non credo sia una proposta significativa, noi amministratori abbiamo già fatto un giuramento dopo essere stati eletti e siamo già chiamati a rispettare le regole in quanto rappresentanti dello stato - ha replicato la presidente della Provincia - Tutti ci riconosciamo nel nostro inno e abbiamo un forte sentimento di attaccamento nei suoi confronti ma non credo sia necessario ascoltarlo ad ogni seduta del Consiglio. Va utilizzato in momenti significativi e opportuni".

Le hanno fatto eco i rappresentanti della maggioranza. Ferruccio Cotta ha sottolineato che forse, in quanto consiglieri provinciali "dovremmo richiederlo più spesso quanto partecipiamo a manifestazioni ufficiali" mentre Mirko Baruffini ha commentato che "non apprezzerebbe di far diventare l'inno una routine". Anche se a questa motivazione il consigliere Lucca ha replicato che "il Consiglio provinciale si riunisce non più di una volta ogni tre mesi circa". Compattamente con il centrosinistra per il "no" all'inno in Consiglio ha votato anche il rappresentante della Lega Giovanni Rusconi che ha definito questa richiesta "eccessiva e non giustificata". La proposta di Lucca è stata quindi bocciata, avendo ricevuto solo i quattro voti favorevoli del centrodestra.

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