Nuova Tenenza dei Carabinieri, c’è l’accordo per farla nell’ex Itis

Ieri in Giunta a Mariano Comense è stato approvato il protocollo di intesa con i Comuni del comprensorio.

Nuova Tenenza dei Carabinieri, c’è l’accordo per farla nell’ex Itis
Politica 12 Luglio 2017 ore 09:27

Nuova Tenenza dei Carabinieri, c’è l’accordo per farla nell’ex Itis.

Nuova Tenenza dei Carabinieri, c’è l’accordo per farla nell’ex Itis

Ieri in Giunta a Mariano Comense è stato approvato il protocollo di intesa con i Comuni del comprensorio per realizzare la nuova tenenza dei Carabinieri nell’ex Itis della città.

Il sindaco

Giovanni Marchisio lo ha annunciato via Facebook ai cittadini.  “Da due anni coltiviamo l’idea di poter offrire ai Carabinieri una nuova sede, più grande dell’attuale e ubicata in una zona più strategica. E cioè la vecchia sede dell’Itis (all’inizio del cavalcavia). Immobile che è di proprietà di Regione Lombardia.
Gli innumerevoli incontri che abbiamo organizzato con i Carabinieri, con la Prefettura, con la Regione (abbiamo trovato grande disponibilità e collaborazione in questi tre Enti, e con i Comuni che fanno riferimento alla Tenenza, ossia Arosio, Brenna, Cabiate, Carugo), ci hanno permesso di arrivare a un risultato che potrebbe rendere raggiungibile l’obiettivo della nuova sede della Tenenza dei Carabinieri. Oggi, martedì, ndr, in Giunta abbiamo approvato il Protocollo di Intesa con i citati Comuni. Da quello poi si potrà procedere per un Accordo di Programma con Regione Lombardia. E successivamente bussare al Ministero dell’Interno.
Un passo alla volta, senza inutili promesse o annunci, cercando di arrivare al risultato (che non è per niente scontato). La nostra parte la stiamo facendo con tutte le forze”.

Cosa fare nell’immobile di via Rutsky?

Lo avevamo chiesto ai candidati sindaci all’ultima tornata elettorale. Ecco quali erano state le loro risposte.

Per Carmen Colomo: «Bisogna coinvolgere pubblico e privato nella gestione degli spazi da riqualificare. Pensiamo a un mercato comunale per produttori a filiera corta con spazi a canone calmierato. I vecchi laboratori potrebbe invece essere destinati a spazio sociale / laboratorio creativo per giovani».
Andrea Ballabio ne rilevava la posizione strategica: «Con la Regione, proprietaria del’immobile, è necessario valutare come destinare la struttura a finalità di sicurezza e salute».
Per Giovanni Marchisio: «L’edificio è di proprietà della Regione, che vorrebbe venderlo. Di idee ce ne potrebbero essere molte (scuola professionale legata alla lavorazione del legno e al florovivaismo, caserma dei carabinieri con ulteriore potenziamento dell’organico).  Oppure perché non pensarla come caserma dei Vigili del Fuoco, visto che sono stati sfrattati da Cantù?».
Claudio Nogara aggiungeva: «Riteniamo opportuno l’insediamento di una nuova struttura dedicata al Comando Tenenza dell’Arma dei Carabinieri, anche in previsione di un sostanzioso aumento di uomini e mezzi. Le risorse furono stanziate nel piano triennale delle opere pubbliche, inoltre riteniamo che Regione Lombardia debba alienare l’immobile ad un prezzo simbolico».

Le altre posizioni

Per Paolo Pedrana: «Primo intervento da realizzare è la una messa in sicurezza generale del sito. Ci pare opportuno ricavare piccoli laboratori da cedere in affitto e da destinare a nuove iniziative per giovani e anziani che intendano intraprendere progetti con la formula di una Start Up».
Cesare Pozzi dice: «L’edificio ex Itis, che oggi appartiene alla Regione Lombardia, potrebbe essere ristrutturato per portare al suo interno le “Scuole di mestiere”. All’interno del progetto Campus (che copre l’area dal parco dei Vivai al Jean Monnet) l’edificio diverrebbe luogo in cui far rivivere la tradizione».
Giulio Russo aggiungeva: «L’immobile cade a pezzi, quindi anche se è della Provincia, il Comune ha il dovere morale di prenderne possesso. Un piccolo centro sociale gestito da ragazzi (con l’ausilio del Comune)»

La questione amianto

Il caso dell’ex Itis arrivava in Regione. Era passato infatti ormai più di un anno dall’ottobre del 2015, quando il sopralluogo, effettuato dai tecnici della Regione nell’edificio semi abbandonato di viale Lombardia – via Rutsky, aveva rilevato una quantità di eternit nel tetto della struttura e uno stato di degrado tali da richiedere un intervento di bonifica entro 12 mesi. Oggi, abbondantemente superato il termine, la questione torna ad accendere il dibattito, e un’interrogazione era stata presentata al Consiglio lombardo dal consigliere regionale pentastellato Stefano Buffagni.

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