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Possibile la gestione indiretta dei nidi di Como. La Cgil: “Un altro servizio pubblico rischia di andarsene”

La nota del sindacato dopo le modifiche al regolamento fatte in Commissione comunale.

Possibile la gestione indiretta dei nidi di Como. La Cgil: “Un altro servizio pubblico rischia di andarsene”
Como città, 19 Giugno 2020 ore 16:32

Prende posizione la Cgil Funzione Pubblica sulla decisione del Comune di Como di modificare il regolamento dei nidi comunali, inserendo la possibilità di gestione indiretta.

Possibile la gestione indiretta dei nidi di Como

“Un altro pezzo di servizio pubblico rischia di andarsene. Dopo la privatizzazione delle mense, la terza commissione consiliare ha approvato una modifica al regolamento degli asili nido che permette, per la prima volta, la gestione indiretta – scrivono dalla Cgil di Como – La nuova versione del regolamento prelude a una serie di interventi disastrosi per i servizi alla prima infanzia. Esistono molte buone ragioni per rivendicare la gestione diretta. La prima: il comune non deve diventare una scatola vuota di servizi, mantenendo il solo potere di controllo e indirizzo. La pandemia tuttora in corso ci ha insegnato che, senza una rete di funzioni pubbliche strutturate sul territorio, gli esiti dei recenti accadimenti sarebbero stati ben peggiori”.

“L’ambito pedagogico educativo è necessario per immaginare una ripartenza nella fase tre, attraverso un protagonismo dell’ente locale.
Non si può inoltre tacere della contrazione del costo del lavoro, che in caso di esternalizzazione si scaricherebbe completamente sulle condizioni salariali di educatrici, cuoche e ausiliarie. Per non parlare del progetto pedagogico, del patrimonio di saperi accumulato negli anni, dei percorsi di formazione d’eccellenza che l’ente locale garantisce alle proprie operatrici. Siamo convinti dell’opportunità di privarci, non ultimo fra tanti, dell’ennesimo servizio comunale di pregio?” aggiungono nella nota stampa.

La Cgil utilizzerà tutti gli ambiti della propria iniziativa contrattuale e conflittuale per impedire che ciò accada, auspicando un ravvedimento del consiglio comunale che si troverà a discutere tale “nefasta” – come è stata definita dalla sigla sindacale – modifica.

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