ALLE URNE

Referendum 2020 Giovanni Currò (M5s): “Sarà un bel momento di democrazia” L’INTERVISTA

Si vota il 20 e 21 settembre.

Referendum 2020 Giovanni Currò (M5s): “Sarà un bel momento di democrazia” L’INTERVISTA
Como città, 16 Settembre 2020 ore 13:58

Si avvicina sempre di più il momento del voto per i cittadini italiani che il 20-21 settembre saranno chiamati alle urne per dire la propria sulla legge sulla riduzione del numero dei parlamentari. L’onorevole Giovanni Currò, vicepresidente della Commissione Finanze della Camera, è sempre stato insieme al Movimento 5 Stelle, un grande sostenitore e promotore del provvedimento. In quanto fortemente voluto dai cittadini italiani, permetterà inoltre di aumentare la partecipazione della classe politica nella vita della comunità.

Referendum 2020 Giovanni Currò (M5s): “Sarà un bel momento di democrazia”

La legge per il taglio dei parlamentari è da sempre uno dei punti importanti del programma del Movimento, ora però tutto dipende dal voto dei cittadini
“Esattamente. Sarà un bel momento di democrazia per il nostro paese, in quanto finalmente i cittadini diranno la propria su un provvedimento che chiedono da tempo. Per questo è importante che ci sia una buona partecipazione, per dare finalmente un segnale alla politica che quando le istituzioni sono vicine alla cittadinanza, i cittadini se ne accorgono e rispondono”.

Quali sono le motivazioni del sì al referendum?
“Per la prima volta, dopo anni che se ne parla – ci voleva il Movimento 5 Selle – stiamo portando avanti questa proposta in maniera seria.
La prima motivazione è che quando è stato concepito il numero dei parlamentari che abbiamo oggi, molte istituzioni intermedie come ad esempio le giunte regionali, non esistevano, per questo erano necessari a garantire il contatto con i territori. Oggi però non è più così, anche grazie alla tecnologia ha permesso di ridurre nettamente le distanze tra rappresentanti delle istituzioni e cittadini. La seconda motivazione è che ridurre il numero dei parlamentari permetterà di aumentare la partecipazione dei cittadini alla vita del territorio”.

In che modo?
“La politica in questi anni ha abituato malissimo la cittadinanza, che a causa dei consigli uninominali ha visto catapultati sui territori senatori e parlamentari, che nulla avevano a che fare con essi. Penso in particolare alle provincie di Como, Lecco e Sondrio, che seguo personalmente e dove ci sono tre senatori ed un parlamentare che sul territorio non hanno nemmeno mai poggiato un piede, né tantomeno hanno mai partecipato alla vita politica. Questa legge ci permetterà di eliminare questi rami secchi e anzi, di migliorare l’interazione tra istituzioni e cittadini”.

La legge migliorerà l’efficienza del nostro Parlamento? Come?
“Assolutamente sì. Il taglio permetterà di sveltire ed efficientare i provvedimenti che portano all’approvazione delle leggi. Non modificando la procedura in sé ma cambiando le procedure interne. Permettendo una maggiore velocità di discussione e la garanzia che tutti possano intervenire a dire la propria. Diversamente da come accade oggi”.

I sostenitori del no parlano del possibile rischio, di uno strapotere dei grandi partiti a discapito di quelli minoritari, è vero?
“Si può fare politica sul territorio anche lontani dalle istituzioni nel momento in cui si parte dalle richieste della cittadinanza e si partecipa al dibattito pubblico. È inoltre necessario che sia fatta una sintesi per garantire una rappresentatività, ma limitare quei giochetti politici che cercano di mantenere a tutti i costi determinati partiti all’interno del parlamento”.

C’è inoltre chi parla di una perdita di rappresentanza, soprattutto per i territori più piccoli…
“Noi non parliamo di decurtare il numero dei parlamentari al di sotto della media europea. Noi attualmente abbiamo un parlamentare ogni 60mila abitanti, noi vorremmo portarlo alla media europea di 80mila, come già è in Francia e Germania”.

L’umore della popolazione italiana sembra a vostro favore, ma c’è anche chi vede in questo provvedimento una deriva antiparlamentare, cosa ne pensa?
“Chi dice ciò è esattamente l’antipolitica. Dopo quattro votazioni in parlamento, di cui l’ultima all’unanimità, sta avvenendo una sorta di fuga dalle decisioni dell’aula e non rispettando quella che è stata la volontà della camera all’ultima votazione. Questa è una battaglia più ampia che il Movimento ha combattuto spinto dai cittadini. Prima contro i vitalizi, e dopo questo referendum torneremo a parlare anche dei tagli agli stipendi”.

Il suo appello finale ai cittadini prima del voto 
“Il mio appello non è tanto il votare sì o no. Votare sì la ritengo quasi una conseguenza. Il mio appello è ad andare a votare. Perché ogni esercizio democratico è una questione di rispetto. Invito tutti a partecipare alla vita democratica per esprimere la propria opinione e dare un indirizzo chiaro alla politica. Solo in base a quello la politica può andare avanti. Ed il taglio dei parlamentari è il modo per facilitare ancora di più quest’interazione diretta”.

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