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Un luogo alla memoria di don Roberto: la mozione trasversale (senza Lega, Insieme e Rapinese)

La proposta dovrà essere discussa in consiglio comunale.

Un luogo alla memoria di don Roberto: la mozione trasversale (senza Lega, Insieme e Rapinese)
Como città, 14 Ottobre 2020 ore 12:27

Il Palazzo ci riprova. Dopo il caos scaturito dal mancato abbondino d’oro alla memoria di don Roberto Malgesini proprio nel medesimo giorno in cui il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella lo insigniva della Medaglia al Merito Civile, una parte del consiglio comunale ha presentato una mozione per intitolare alla memoria del prete di San Rocco un luogo della città.

Un luogo alla memoria di don Roberto

Una mozione trasversale sottoscritta dai consiglieri Vittorio Nessi, Maurizio Traglio, Barbara Minghetti (Svolta Civica), Stefano Fanetti, Patrizia Lissi, Gabriele Guarisco (PD), Fabio Aleotti (m5s), Bruno Magatti (Civitas), Ada Mantovani, Pierangela Torresani (Gruppo Misto), Matteo Ferretti, Alessandra Bartulli, Antonella Patera, Sergio De Santis (Fratelli d’Italia), Elena Canova, Enrico Cenetiempo (Forza Italia). Hanno invece deciso di non partecipare a questa iniziativa i gruppi di Lega, Insieme per Landriscina sindaco e Lista Rapinese.

“La violenta uccisione di don Roberto Malgesini, il prete dei poveri, ha colpito profondamente la comunità comasca che ha apprezzato grandemente la figura del sacerdote e il suo silenzioso e prezioso impegno nei confronti degli ultimi – si legge nel testo della mozione – Don Roberto è stato testimone eccezionale di valori quali l’altruismo e la compassione, valori a cui, faticosamente, ci ispiriamo ogni giorno. Da più parti si sono levate richieste di un riconoscimento pubblico che non ha trovato sbocco nell’ambito delle procedure del premio cittadino “Abbondino d’Oro”.

“Riteniamo che vi siano altri simboli ancora più potenti e vicini a ciò che il parroco ha sempre fatto in vita, in grado di lasciare un segno più duraturo e tangibile del suo passaggio quali, ad esempio – prosegue la mozione – l’intestazione del luogo in cui il sacerdote ha sempre operato per il bene altrui prima della tagica scomparsa, oppure una sala di prestigio presso il Palazzo Comunale (Sala Stemmi, Sala Giunta)”.

I consiglieri firmatari chiedono quindi “di intitolare a don Roberto un luogo significativo della nostra città, in modo che la sua opera venga ricordata negli anni a venire”

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