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Como Acqua: coi satelliti in cerca di perdite idriche

L’innovativo progetto pilota per la pre-localizzazione di falle nell'acquedotto tramite immagini dallo spazio

Como Acqua: coi satelliti in cerca di perdite idriche
17 Febbraio 2020 ore 12:57

Per tutti è ormai chiaro quanto l’acqua sia una risorsa preziosa da salvaguardare, perché non inesauribile e iniziamo a percepirlo anche nei nostri territori. Basti pensare ai cambiamenti climatici, con situazioni estreme di siccità.

Diventa quindi indispensabile attuare una gestione corretta e sostenibile del sistema idrico integrato, cioè di tutto quel sistema che ci permette di avere sempre l’acqua dal rubinetto. E le perdite nelle reti di acquedotto rappresentano uno dei principali problemi in questo ambito.

Ridurre le dispersioni significa innanzitutto non sprecare una risorsa preziosissima come l’acqua potabile, ma anche ottenere vantaggi economici derivanti da risparmi sui costi di gestione, soprattutto in virtù di una riduzione dei consumi energetici.

La problematica è stata anche confermata dalla recente Deliberazione di Arera (Autorità di Regolazione per Energia Reti ed Ambiente), dove viene posto ai gestori l’obiettivo di contenere le perdite idriche, e conseguentemente risolvere la criticità.

Le perdite idriche nelle reti comunali di distribuzione dell’acqua potabile risultano ancora oggi persistenti e gravose lungo tutto il territorio nazionale – complessivamente si tratta di più del 40% dell’acqua potabile immessa negli acquedotti – rappresentando uno spreco della risorsa, con inevitabili conseguenze ambientali, oltre che economiche, energetiche e sociali.

Al fine di individuare le possibili tecniche che riducano i tempi e i costi per l’individuazione delle perdite rispetto alle metodologie tradizionali di tipo acustico (geofono e correlatore), ampliando allo stesso tempo l’estensione dell’area rilevata, Como Acqua S.r.l. sta portando avanti un progetto pilota per la pre-localizzazione di perdite tramite l’analisi ed elaborazione di apposite immagini satellitari.

Il nostro pianeta è circondato da satelliti di varia natura destinati all’osservazione che vanno a monitorare diverse grandezze fisiche e tra queste anche l’umidità del terreno.

Grazie a questa tipologia di satelliti è possibile indagare il sottosuolo tramite onde radar che vengono inviate a terra e che subiscono una modifica della loro frequenza ed intensità di rifrazione a seconda del materiale che incontrano. L’onda modificata ritorna quindi al satellite il quale ne registra le caratteristiche e la posizione.

La tecnologia utilizzata consiste nell’elaborazione di immagini satellitari con appositi algoritmi, al fine di individuare i punti dove il terreno è più umido rispetto alle zone circostanti.

Sovrapponendo quindi questi punti rilevati con la planimetria della rete idrica è possibile identificare le zone con presenza d’acqua in prossimità di una tubazione e quindi ad alta probabilità di perdita.

La fase successiva consiste nella verifica puntuale in campo dei punti individuati al fine di appurare l’esistenza effettiva della perdita e poter quindi provvedere alla riparazione della stessa.

Enrico Pezzoli, Presidente di Como Acqua

“La prima fase in corso di attuazione e sperimentazione è la verifica di circa 330 km di rete acquedottistica – spiega il presidente di Como Acqua, Enrico Pezzoli – Se il progetto pilota raggiungerà i risultati attesi, Como Acqua prenderà in seria considerazione la possibilità di estendere questo tipo di ricerca a tutti i suoi comuni gestiti. Crediamo molto nell’innovazione e nella ricerca e vogliamo che Como Acqua, nonostante la sua giovane età, possa diventare a breve un modello virtuoso da estendere anche ad altri territori, una società tecnologicamente avanzata e all’avanguardia.”

Como Acqua Srl: la storia in pillole

Alla fine del 2018, dopo un lungo iter, è nata Como Acqua, società che gestisce il servizio idrico in tutta la Provincia di Como. E’ nata dalla fusione di 12 società preesistenti e conta 200 dipendenti.

 

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