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Como Acqua si conferma soggetto attivo per sviluppo e supporto al territorio

19 Giugno 2020 ore 11:05

“Como Acqua si conferma come soggetto attivo per lo sviluppo e il supporto al territorio, mettendo a disposizione le proprie strutture e competenze per la ricerca e lo sviluppo tecnologico sugli inquinanti non tradizionali, l’analisi della potenziale presenza del virus Covid-19 nelle acque reflue, l’efficientamento energetico, la ricerca perdite da satellite e tanto altro ancora – spiega il Presidente di Como Acqua, Enrico Pezzoli – progetti che vedono Como Acqua in stretta collaborazione con le massime Istituzioni, con l’obiettivo di trovare le possibili strategie di ricerca e intervento di miglioramento della qualità dell’acqua”.

Ad esempio, in collaborazione con il Politecnico di Milano è in corso una ricerca sui Microinquinanti Emergenti -quelli derivanti dall’uso di farmaci, da prodotti per la cura del corpo, da sostanze chimiche utilizzate nell’industria – con lo scopo di acquisire conoscenze più approfondite sulla presenza di queste sostanze negli scarichi e sulle possibili modalità di rimozione. Si tratta di inquinanti non tradizionali, che si presentano in piccolissime concentrazioni (da qui il nome di “microinquinanti”), ma non per questo sono meno pericolosi per l’ambiente. ENEA sta modellizzando nuove sezioni di impianti di depurazione di Como Acqua con lo scopo di ottimizzare i consumi di reagenti e di energia per ridurre i costi gestionali.

“Parallelamente stiamo sostenendo due progetti elaborati dall’Università dell’Insubria di Como: il progetto ASSURE (Assessing and managing the risks of water reuse in southern European regions), che coinvolge anche altre università ed istituti di ricerca europei, con l’obiettivo di analizzare i rischi per la salute umana e per l’ambiente derivanti dal riuso di acque depurate in campo agricolo, per approvvigionamenti ad uso potabile e per l’irrigazione ed il ricambio degli acquiferi. Mentre il progetto MaReMa (Implementation of Magnetically separable and Recyclable Nanoparticles for heavy metals and organic pollutants separation from contaminated water) che si prefigge di esaminare la possibilità di utilizzare nuove tecnologie (nanoparticelle magnetiche) per il recupero di contaminanti dalle acque di scarico. Il primo progetto è candidato a ottenere finanziamenti europei, il secondo tramite un bando di Fondazione Cariplo, e potrebbero trovare piena realizzazione a partire dal prossimo autunno”.
Anche in questo caso non si tratta di ricerche fini a sé stesse ma di studi che hanno lo scopo di trovare applicazione nel breve-medio periodo per migliorare la qualità delle acque trattate dagli impianti di depurazione e riconsegnate all’ambiente.

“Ancora più recente è l’adesione al progetto di ricerca epidemiologica Sars-Cov2 nelle acque reflue che ci vedrà impegnati insieme a tanti altri gestori del Servizio Idrico Integrato di tutta Italia sotto il coordinamento dell’Istituto Superiore di Sanità. L’analisi della presenza del virus nelle acque reflue (o di indicatori ad esso correlabili) potrà rivelarsi uno strumento utilissimo per ottenere informazioni epidemiologiche in tempo reale ed offrire supporto decisionale nei casi che abbiamo appena vissuto le scorse settimane. Dare informazioni che consentano di applicare il lockdown nei tempi corretti potrà consentire di salvare diverse vite umane! Ricerca, sviluppo e innovazione tecnologica sono costantemente al centro dell’attività di Como Acqua. Crediamo molto nell’innovazione e nella ricerca e vogliamo che Como Acqua, nonostante la sua giovane età, possa diventare a breve un modello virtuoso da estendere anche ad altri territori, una società tecnologicamente avanzata e all’avanguardia”.

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