chirurgia robotica

Diastasi addominale: dopo la gravidanza molte donne ne soffrono

Molte donne dopo aver partorito scoprono di soffrire di diastasi addominale. Per curare questa patologia, esistono specialisti nel moderno settore della chirurgia mini-invasiva Robotica in grado di ottenere risultati estetici e funzionali eccezionali senza cicatrici.

Diastasi addominale: dopo la gravidanza molte donne ne soffrono
31 Gennaio 2020 ore 16:00

L’aumento del volume endo-addominale che si verifica in gravidanza, in associazione ad una debolezza della linea alba, può portare alla comparsa della diastasi addominale. Questa patologia, comporta oltre all’allontanamento dei muscoli retti addominali, il rilassamento di tutta la parete addominale, la scomparsa del punto vita e della silhouette facendo assumere a chi ne soffre l’aspetto di chi è “ancora incinta”.

Svolgere intensa attività fisica, come fanno molte neomamme nel tentativo di rimettersi in forma è controindicato in caso di diastasi poiché non esistono esercizi in grado rigenerare un tendine sfibrato. In alcuni casi l’eccessiva attività fisica può addirittura peggiorare la patologia e aggravare i sintomi.

Infatti spesso alla diastasi sono associati: eccessivo gonfiore addominale durante la digestione, il  mal di schiena, poiché la postura è sbilanciata, disturbi urinari, in quanto la vescica ha difficoltà a svuotarsi correttamente, a causa della inefficace contrazione dei muscoli addominali.

Come si diagnostica la diastasi addominale?

Per avere la certezza che la linea alba si sia assottigliata e sfibrata e che i due muscoli retti addominali sia siano allontanati è necessario effettuare na visita da uno specialista chirurgo corredata da un’ecografia di parete addominale, l’autodiagnosi è possibile ma non sufficiente.

Come intervenire al meglio in caso di diastasi addominale?

Per curare questo tipo di patologia in passato si ricorreva esclusivamente all’addominoplastica, un intervento maggiore ed invasivo gravato da vistose cicatrici, un lungo decorso e un alto tasso di recidiva.

Successivamente sono state proposte tecniche come laparoscopia ed endoscopia senza tuttavia essere pienamente soddisfacenti dal punto di vista estetico e strutturale.

Fortunatamente oggi è possibile contare sulla chirurgia robotica, che permette al chirurgo di lavorare nel sottile spazio pre-peritoneale. Di fatto il robot non è altro che un fine riproduttore, in piccolo, dei movimenti eseguiti dal chirurgo e permette di eseguire manovre ricostruttive efficacissime in spazi estremamente ridotti. Gli interventi eseguiti in chirurgia robotica si concludono senza cicatrici evidenti, senza fastidiosi tubi di drenaggio e senza punti di sutura.

A chi rivolgersi per la chirurgia robotica della diastasi addominale?

Non tutti i chirurghi possono praticare la chirurgia robotica, in quanto richiede una formazione specifica e una esperienza selettiva in questo particolare settore che la maggior parte dei chirurghi anche se rinomati non possiede.

Il dottor Darecchio Direttore dell’Abominal Wall Robotic Unit presso Columbus Clinic Center Milano vanta la più ampia casistica operatoria nazionale ed internazionale, nonché la maggiore esperienza nel settore, dal momento che è stato l’ideatore e lo sviluppatore della tecnica. Egli di fatto ha dettato un nuovo standard estetico e funzionale nel trattamento di questa patologia. Dunque alle pazienti che si orientano su questo tipo di soluzione si consiglia di prestare particolare attenzione alla scelta del chirurgo.

Per avere la certezza di affidarsi a mani sicure e competenti, è fondamentale chiedere il numero dei casi trattati e richiedere di vedere i risultati ottenuti con altri pazienti visionando quanti più “prima e dopo” possibili, una richiesta che qualsiasi specialista affermato deve soddisfare.

La chirurgia robotica, se effettuata al meglio, come dimostra il profilo Instagram del dottor Darecchio (darecchio_chirurgo), assicura risultati estetici e funzionali d’eccellenza.

Di fatto le pazienti che fanno ricorso all’ultima frontiera della chirurgia mini-invasiva hanno la percezione di non aver mai sofferto di diastasi addominale, poiché la cute a livello superficiale ritorna bella e solidale ai tessuti profondi i quali vengono riportati in sede con l’intervento. L’ombelico recupera la sua forma piccola e retratta, senza subire alcun tipo di incisione. Il punto vita viene esaltato eliminando il rilassamento tipico del post-parto e della diastasi e l’addome ritorna piatto. Infine i gruppi muscolari dei retti e degli obliqui vengono messi nuovamente in risalto nelle persone allenate.

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