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Como Acqua, in soli due anni, cresce e si rafforza

Il percorso della società che porta acqua in 102 Comuni

Como Acqua, in soli due anni, cresce e si rafforza
Idee & Consigli 22 Dicembre 2020 ore 11:12

Sono trascorsi ormai due anni, da quando sulle pagine del giornale intervistammo l’ingegner Enrico Pezzoli, presidente di Como Acqua.

Ci eravamo lasciati con dei chiari obiettivi, tra cui il raggiungimento entro la fine del 2020 della gestione completa del servizio idrico integrato, a che punto siamo?

All’epoca parlavamo di numeri e da lì ripartiamo. Ad oggi portiamo l’acqua in 102 Comuni, attraverso oltre 4.000 km di rete e 104 le amministrazioni Comunali alle quali forniamo servizio di fognatura lungo una rete di 2.000 km. Non dimentichiamo infine i 30 impianti di depurazione cui affidiamo la risorsa per concludere il ciclo idrico integrato. Il successo del nostro percorso trova un’ulteriore conferma anche nell’ininterrotto processo di aggregazione dei Comuni della Provincia che si concluderà a fine 2021.

Non trascuriamo poi il forte radicamento di Como Acqua rispetto al territorio: questa giovane utility infatti si sta distinguendo per l’importante impatto positivo sul tessuto sociale ed economico comasco. Procedendo con un serrato programma di assunzioni si è passati da 130 a oltre 200 dipendenti (con una previsione di ulteriore crescita nell’arco del 2021 che porterà a toccare i 300 assunti).

Parallelamente, il fronte degli investimenti incede a ritmi serrati: un piano corposo che prevede quasi 90 milioni di euro in quattro anni da destinare alle opere di acquedotto, fognatura e depurazione.

Confermo che abbiamo lavorato esattamente in questo senso, rispettando il più possibile l’agenda prefissata, eppure ancora molto c’è da fare: ci siamo dati nuovi progetti coerenti con un piano aziendale ambizioso che non si possono esaurire in breve tempo.

Inevitabile accennare al Coronavirus e come questa emergenza mondiale abbia impattato anche sui progetti di Como Acqua.

In quanto servizio essenziale la società non ha conosciuto un vero stop e i nostri dipendenti hanno proseguito, giorno dopo giorno, con il proprio impegno. Certo, le modalità di lavoro sono cambiate e si sono adeguate alla situazione. Ci ha sicuramente agevolato la giovane età della nostra società ed il suo essere in piena evoluzione: tale condizione ci ha resi più inclini ad accogliere nuovi modelli organizzativi (come lo smartworking e l’adozione di piattaforme digitali per la gestione da remoto) che poi si sono rivelati la chiave vincente. Inutile negare che il sopraggiungere inatteso di questo evento di portata mondiale abbia sicuramente creato le condizioni perché l’applicazione di un’inedita gestione aziendale prendesse piede con tempistiche accelerate.

E una volta conclusa questa terribile fase?

Come tutti, speriamo di archiviare quanto prima quest’anno funesto, ma sapremo anche fare tesoro di quanto appreso; mi riferisco agli effetti positivi di una gestione più snella e moderna del lavoro che inevitabilmente si ripercuotono sulla qualità dei servizi offerti agli stessi utenti.

I mesi passati sono stati scanditi dall’hashtag #distantimauniti, Como Acqua come ha conciliato il rispetto del distanziamento sociale con l’esigenza di mantenere un contatto con il pubblico?

La scelta è stata integrare i nostri servizi tradizionali con modalità di accesso più smart (ad esempio sportello online, autolettura da remoto…) così da preservare l’efficacia e l’efficienza senza contravvenire alle norme imposte.

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