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Native advertising: l’esperienza di Gianpio Gravina nelle strategie pubblicitarie

Native advertising: l’esperienza di Gianpio Gravina nelle strategie pubblicitarie
Idee & Consigli 05 Ottobre 2021 ore 07:26

Nell’ambito della pubblicità si sente parlare spesso di native advertising. Ma di che cosa si tratta esattamente e come strutturare al meglio una strategia di questo tipo? Stiamo parlando nello specifico dei contenuti nativi, una forma pubblicitaria che ha permesso di rivoluzionare gli elementi che caratterizzano la pubblicità nelle sue caratteristiche tradizionali. L’obiettivo che si vuole raggiungere con una strategia di native advertising è quello di evitare di distogliere l’attenzione dell’utente, integrando all’interno di un determinato contesto gli annunci pubblicitari.

Il lavoro di Publicom nell’ambito pubblicitario

A parlare di native advertising è stato anche Gianpio Gravina, CEO di Publicom, che con il suo team di esperti, tra i quali possiamo citare anche Alessia Monica, ha messo a punto diverse strategie per sottolineare l’importanza di integrare la native advertising nelle campagne pubblicitarie.

Proprio l’offerta pubblicitaria di questo tipo è integrata nelle attività realizzate dalla web agency Publicom, fondata a Milano nel 2012. Publicom in una fase iniziale era orientata all’ambito IT e nel corso del tempo questa agenzia web si è avvicinata sempre più al mondo della pubblicità e dell’advertising.

Gianpio Gravina si è laureato al Politecnico di Milano nel 2010, in Ingegneria delle Telecomunicazioni. 

Nel corso degli anni Gravina ha seguito diversi corsi di perfezionamento, come quelli allo IAB UK di Londra, ottenendo anche delle certificazioni Google in diversi settori. Nel 2017 ha avuto l’occasione di consolidare la collaborazione con la società ITSimplycom (che mette a punto progetti tecnologici e innovativi) e con l’agenzia creativa Relive Communication (che si occupa di attività a vocazione digitale).

Publicom è una web agency che si occupa di fornire un approccio data driven marketing, che possa essere sempre basato sulla comprensione delle necessità degli utenti e delle aziende in particolare. L’azienda di cui Gravina è il CEO opera tenendo conto di numerose competenze di marketing, basandosi proprio sulle capacità di media buying mediante la tecnologia.

Gravina attualmente coordina un gruppo di persone che opera in vari Paesi spari per il mondo e che si occupa di varie tematiche, dalla pubblicità ai siti web, dagli e-commerce al web marketing, dalla grafica alla SEO, passando per il social media marketing e per il direct e-mail marketing.

Una forma di pubblicità contestuale

Proprio il CEO di Publicom ha spiegato, in riferimento al settore native advertising, che è fondamentale, in un periodo in cui si parla molto di quanto possano essere invasivi i contenuti pubblicitari, che gli advertiser valutino di pianificare contenuti in-feed, che permettono di diminuire l’effetto di rottura rispetto alla fruizione degli altri contenuti, quelli definiti organici.

La native advertising è infatti una particolare forma di pubblicità su internet che possiamo definire contestuale, capace di integrare i contenuti dentro il contesto in cui si trovano. La pubblicità quindi diventa una continuazione dei contenuti all’interno dei quali i messaggi promozionali sono situati.

Per questo si parla di “native”, visto che gli annunci sono integrati e perfettamente coerenti con il resto della pagina. L’utente in questo modo percepisce il messaggio pubblicitario come una parte del contenuto che sta visualizzando in un determinato momento.

Con una strategia pubblicitaria di questo tipo si riesce a rendere la pubblicità meno invasiva e si fa in modo di evitare che l’utente ignori i messaggi promozionali. Negli ultimi tempi si sta sempre più facendo strada il processo secondo il quale, a causa del numero elevato di contenuti pubblicitari, gli utenti tendono ad ignorare quello che percepiscono come messaggio promozionale.

L’obiettivo delle strategie di native advertising è proprio quello di combinare al meglio il contenuto e la pubblicità. Naturalmente, però, in strategie di questo tipo si tende sempre ad esplicitare la presenza del contenuto sponsorizzato.

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