la lettera alle istituzioni

Rientro a scuola a gennaio, gli studenti di Como scrivono al Prefetto: “Coinvolgeteci, siamo stanchi di essere ignorati”

Gli studenti di sette istituti comaschi insieme ai rappresentanti di Uds Como chiedono garanzie per la scuola in presenza a gennaio.

Rientro a scuola a gennaio, gli studenti di Como scrivono al Prefetto: “Coinvolgeteci, siamo stanchi di essere ignorati”
Scuola Como città, 24 Dicembre 2020 ore 16:51

Sul tavolo del Prefetto di Como, Andrea Polichetti, ma anche del presidente della Provincia Fiorenzo Bongiasca e degli assessori comunali di Como, Cantù e Erba che si occupano di scuola questo pomeriggio, 24 dicembre 2020, è giunta una missiva estremamente importante da parte degli studenti comaschi.

Rientro a scuola a gennaio, gli studenti di Como scrivono al Prefetto

Si tratta di un documento in cui l’Unione degli Studenti di Como e i rappresentanti d’istituto di sette scuole superiori del territorio (Ciceri, Magistri Cumacini, Terragni, Caio Plinio, Volta, Fermi e Pessina) chiedono di essere coinvolti nelle decisioni che delineeranno il rientro a scuola in presenza a partire da gennaio.

“Ora più che mai servono garanzie – scrivono gli studenti nella lettera – Garanzia di poter partecipare alle lezioni; di avere la comprensione dei docenti in caso di situazioni di scarsa connessione; di tutela da costrizioni fisiche durante le interrogazioni; di attenzione verso la salute fisica e mentale, messa a dura prova non solo dalla pandemia in sé, ma anche da carichi di lavoro spesso insostenibili e dalla tensione spesso causata dalla scarsa fiducia da parte del corpo docenti”.

“Il parziale rientro a scuola previsto per gennaio è sicuramente un passo avanti ma ci sono diversi provvedimenti da prendere per rendere funzionale sia il contesto puramente scolastico che i contesti a esso inscindibilmente legati – proseguono – Questo passo avanti, senza le giuste manovre porterà inevitabilmente (di nuovo) nella fossa. La maggioranza delle scuole presenta un grado di sicurezza adeguato (salvo che per spazi insufficienti in alcuni casi) tuttavia sono incombenti le problematiche riguardo il raggiungimento dell’edificio scolastico”.

“Per questo chiediamo al prefetto, e a tutti i partecipanti del tavolo di coordinamento creato appositamente per progettare i trasporti per il rientro, di intraprendere con noi studenti un dialogo costruttivo al fine di elaborare una soluzione funzionale al soddisfacimento delle
sopracitate esigenze” sottolineano gli studenti che hanno anche svolto un sondaggio sulla scuola la tempo del Covid.

“Come Uds abbiamo intrapreso un’inchiesta tra gli studenti del comasco in merito alle problematiche sollevate e su 1500 risposte abbiamo rilevato i seguenti dati:

-83.8% delle persone pensano che la DaD non sia altrettanto formativa come la didattica in presenza
-più del 6% non ha ancora dispositivi o connessione adatti alla didattica
-89.8% non hanno svolto i laboratori in presenza.
-70.3% pensano che le misure prese relative al rientro siano insufficienti
-56.2% dei mezzi presi erano affollati.
-con la capienza ridotta da 80% a 50% anche il 39.5% delle linee che precedentemente presentavano un affollamento considerabile “normale” subiranno forti pressioni per riuscire a garantire il servizio a tutti”.

Le richieste per i mezzi di trasporto

Il tasto più dolente è senza dubbio quello dei trasporti perché spazio dove a causa del sovraffollamento a settembre e ottobre è stato impossibile mantenere il distanziamento.

“In vista di un rientro a scuola in sicurezza sarebbe opportuno potenziare nel breve termine i trasporti delle linee che lo necessitano e, se necessario, coinvolgendo agenzie private come soluzione emergenziale – spiegano gli studenti – La soluzione dell’ingresso alle 10 non è sufficiente perché lascia gli studenti in secondo piano, con una giornata brevissima senza un’adeguata possibilità di studiare e di svolgere altre attività”.

“È inoltre di fondamentale importanza integrare a questi provvedimenti anche degli investimenti più a lungo termine sui trasporti che assicurino che la capienza venga rispettata garantendo il servizio a tutti tenendo sempre a mente la necessità che i prezzi rimangano
stabili – aggiungono – L’investimento sul lungo termine deve tenere conto anche della sostenibilità ambientale. Sarebbe inoltre auspicabile un tariffario il più inclusivo possibile che non penalizzi chi abita lontano dalla propria scuola e che favorisca chi ha già difficoltà economiche”.

“Siamo stanchi di essere ignorati- afferma Brunhilde Paleari, coordinatrice dell’Uds Como – è necessario ascoltare gli studenti per capire quali sono le loro reali esigenze, questo non è successo.”

“Vogliamo delle garanzie per il rientro a gennaio” aggiunge Chiara Vendola dell’Uds Como. “Sia in presenza che a distanza- conclude Brunhilde- il diritto allo studio va garantito, servono spazi trasporti e dispositivi gratuiti!”

LA LETTERA DEGLI STUDENTI ALLE ISTITUZIONI

Stephanie Barone

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