Un sogno impossibile trasformato nella più incredibile realtà: il Como è qualificato alla prossima Champions League.
La notte più bella della storia del Como
Cancellate i libri di storia del calcio e riscriveteli da capo. Se qualcuno lo avesse pronosticato solo qualche anno fa, lo avrebbero preso per matto. Eppure, l’incastro perfetto di una notte surreale ha decretato l’impensabile: il Como è in Champions League. Una qualificazione pazzesca, arrivata grazie a un mix perfetto: la prova di forza dei ragazzi di Fàbregas a Cremona e la clamorosa notizia del ko del Milan a “San Siro” contro il Cagliari (1-2).
Una serata folle: il campo e i telefoni
I lariani sono scesi in campo con la fame di chi sa di avere un appuntamento con la storia, aggredendo la Cremonese fin dai primi minuti e superandola con un netto 1-4. La pratica è stata archiviata grazie al sigillo di Rodriguez nel primo tempo, seguito nella ripresa dalla rete di Douvikas e dalla doppietta di un monumentale Da Cunha. Ma il vero brivido è corso sui telefoni di panchina, tifosi e addetti ai lavori, con gli occhi costantemente incollati sul risultato della sfida di “San Siro”: il clamoroso ko in rimonta subito dai rossoneri contro un Cagliari eroico ha trasformato gli ultimi minuti dello “Zini” in un’attesa spasmodica, pronta a esplodere al triplice fischio finale.
La festa, tra Como e Cremona
Al traguardo tagliato è scattata l’apoteosi. Giocatori in visibilio e le poche decine di tifosi presenti increduli a stropicciarsi gli occhi — la trasferta era infatti vietata ai residenti in provincia di Como. Nel frattempo, sul lago, una città intera veniva letteralmente invasa da caroselli, fumogeni azzurri e cori che andranno avanti per giorni. Dalla Serie D alla poltrona più prestigiosa d’Europa in soli sette anni: nel calcio italiano nessuno era mai riuscito in un’ascesa simile.
Gavettoni in conferenza e l’emozione del sindaco Rapinese
Una festa totale che, a Cremona, non ha lasciato spazio nemmeno alle canoniche interviste di Fàbregas in sala stampa. Una manciata di secondi dopo l’inizio della conferenza, infatti, i giocatori e lo staff hanno letteralmente invaso la sala con una cassa musicale a tutto volume, gavettoni e valigie d’acqua per festeggiare davanti alle telecamere, indossando la maglia celebrativa creata per l’occasione: “Como si dice Champions?”. Il tecnico non ha comunque nascosto l’emozione: “È un’impresa. Oggi siamo tutti felici, ma dovremo svegliarci domani per realizzare e dire: “Veramente siamo in Champions con questi ragazzini?””.
Sugli spalti dello “Zini” era presente anche il sindaco di Como, Alessandro Rapinese, interpellato in tribuna stampa a fine partita: “È un’emozione infinita. Una splendida storia, in una splendida città, con una splendida squadra: tutto questo è semplicemente stupendo”.
Stasera la parata sul pullman scoperto
La festa è solo all’inizio. La società ha organizzato le celebrazioni ufficiali per la serata di oggi, lunedì 25 maggio, in una ricorrenza tutt’altro che banale: il centodiciannovesimo anniversario dalla nascita del club. Un pullman scoperto partirà dallo stadio “Sinigaglia” attorno alle 20, per poi sostare in piazza Cavour per il grande abbraccio e il saluto ai tifosi alle 21.30, prima di rientrare allo stadio attorno alle 22.30. Sono attese centinaia di persone per tributare il giusto applauso agli eroi di un’impresa leggendaria.