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Bambina capitano in una squadra di calcio maschile STORIE DEL 2017

Il Giornale di Cantù regala ai lettori di Giornaledicomo.it le più belle storie raccontate nel corso del 2017 sulle pagine del nostro settimanale.

Bambina capitano in una squadra di calcio maschile STORIE DEL 2017
Sport Canturino, 30 Dicembre 2017 ore 10:00

(Capiago Intimiano) Il "gioellino" del Serenza Carroccio si chiama Chiara Bargna, portiere e capitano degli Esordienti. La sua squadra ha appena portato a termine una bella stagione, posizionandosi nella metà alta della classifica. E poi, un paio di settimane fa, al torneo di Albate, ha sollevato la coppa dei vincitori: una conquista mai riuscita prima a nessuna squadra del Serenza.

Storia di una passione

Si parla di lei come di una futura promessa del calcio femminile, ma per il momento preferisce allenarsi con i suoi compagni di squadra con i quali va molto d’accordo. "A dicembre compirò 13 anni, faccio la seconda media. Ho iniziato a giocare a calcio quando avevo 7 anni. All’inizio stavo in difesa, ma all’improvviso il portiere della mia squadra si è fatto male e io l’ho sostituito. Da qual momento il mio posto è sempre stato tra i pali. In realtà il mio sogno è sempre stato quello di giocare come portiere", racconta la piccola Chiara. Ha iniziato parando i rigori che suo fratello le calciava nel giardino di casa. E’ stato lui il primo a notare quanto la sua sorellina fosse brava, spingendola a entrare nel mondo del calcio. L’ha portata al Serenza, la società della quale tuttora indossa la maglia. Il fratello di Chiara è uno dei giovani campioni della Juniores regionale. Mamma e papà l’hanno sempre accompagnata agli allenamenti, ai quali Chiara non vuole mai mancare, e fanno il tifo per lei durante le partite. La giovane "portierina" del Serenza ha anche una sorella che vive in Belgio, che si tiene aggiornata sui progressi della piccola campioncina. I suoi famigliari sono i suoi primi fan, insieme allo staff del Serenza Carroccio che non vuole assolutamente perderla.

Capitano in mezzo ai maschi

Con l’avanzare dell’età, il regolamento prevede che dovrà giocare in una società di calcio femminile, ma per il momento non sono previsti addii: "Anche la prossima stagione potrò continuare a giocare con i miei compagni. Sono felicissima perchè siamo un bel gruppo, siamo uniti e affiatati e mi trovo benissimo con loro. Quando sono arrivata mi hanno subito accolta bene e mi hanno integrato in squadra", racconta Chiara con entusiasmo, tanto che da quest’anno ne è persino diventata il capitano: "Era già successo che portassi la fascia anche negli anni scorsi, ma questo è il primo in cui sono capitano a tutti gli effetti. In campo cerco di guidarli, soprattutto i difensori. Poi li incito a dare il meglio oppure li richiamo", quando gioca il suo segreto è comunicare con i suoi compagni. Loro riconoscono il suo talento e seguono i suoi consigli. Eppure nessuno si sente superiore, la squadra è affiatata e il gioco è corale.

Vorrebbe allenarsi sempre

"Tifo Inter, ma non ho un idolo a cui mi ispiro. E poi preferisco giocare a calcio piuttosto che guardarlo in televisione. Anche a scuola, durante la pausa pranzo, insieme ai miei compagni di classe ci organizziamo per tirare due calci al pallone. Mi piace moltissimo il calcio, vorrei sempre allenarmi". Ovviamente con la maglia del Serenza, la società che non vorrebbe mai lasciare e che ringrazia per l’affetto e il sostegno che le ha sempre dimostrato: "Ringrazio la società e la sua dirigenza. In particolare vorrei dire grazie agli allenatori Mirko Bergamini, Giuseppe Bondi e al preparatore dei portieri Claudio Carlotti. E poi grazie anche al dirigente Antonio Arcieri, sempre disponibile. Ci sono tante persone che mi hanno aiutato e che mi hanno accolto, vorrei ringraziarle tutte".

L'unica ragazza del team

La società, d’altronde, è stata brava a gestire l’unica presenza femminile facendola sentire sempre parte del gruppo. Ma non bisogna dimenticare che la piccola Chiara è riuscita a farsi rispettare dai suoi compagni, mettendo ogni giorno passione e impegno al servizio del gruppo.

(Giornale di Cantù, 3 giugno 2017)

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