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Pallacanestro Cantù Donte Thomas si racconta

Dopo aver terminato i quattordici giorni previsti dai protocolli, la robusta ala statunitense ha raggiunto nella giornata di lunedì il resto del gruppo a Chiavenna.

Pallacanestro Cantù Donte Thomas si racconta
Canturino, 19 Agosto 2020 ore 17:21

Si è finalmente conclusa la quarantena di Donte Thomas, tra i volti nuovi dell’Acqua S.Bernardo versione 2020-’21. Dopo aver terminato i quattordici giorni previsti dai protocolli, la robusta ala statunitense ha raggiunto nella giornata di lunedì il resto del gruppo a Chiavenna, in provincia di Sondrio, per il tradizionale ritiro estivo biancoblù.

Pallacanestro Cantù Donte Thomas si racconta

Uscito due anni fa da Bradley University, Thomas ha iniziato la carriera nei professionisti al nord dell’Europa, mettendosi in luce con i colori biancoverdi del KTP Basket. Con la compagine finlandese, l’ala ha disputato un’ottima annata, tanto da entrare nel mirino degli Oklahoma City Thunder, franchigia NBA che lo ha tenuto d’occhio a lungo prima di invitarlo, nell’estate del 2019, a partecipare a un training camp. Poi, il ritorno in Europa, questa volta per debuttare in una competizione internazionale. I rapidi progressi compiuti nel suo anno da rookie, infatti, non sono passati inosservati a chi, come il Donar (formazione olandese di Groningen), voleva un elemento giovane da inserire nel proprio roster, pronto, da lì a poco, a partecipare alla FIBA Europe Cup. Anche in questo caso, alla sua seconda stagione in Europa, Thomas non ha deluso le aspettative, riuscendo ad alzare ulteriormente l’asticella. Le ottime prestazioni e le cifre messe insieme gli sono poi valse l’ingaggio di Cantù, una piazza storica del basket europeo che punta molto su giocatori affamati e motivati proprio come Thomas.

“Sono entusiasta – ha commentato l’ala americana – di questa nuova avventura che, sono sicuro, mi consentirà di crescere ancora tanto come giocatore e come uomo. Non vedo l’ora di iniziare a fare sul serio e di conoscere approfonditamente l’ambiente che mi circonda, sono carico”. Giunto l’altro ieri a Chiavenna, in neppure 48 ore, Thomas, si è subito innamorato dei paesaggi montani che caratterizzano il ritiro estivo dei biancoblù: «Qui è bellissimo, si sta bene. È un posto tranquillo dove si può trovare facilmente pace e serenità”.

Figlio di mamma Latoya McCowan e di papà Dontay Thomas, Donte ha una sorellina di nome Kadin e insieme alla sua famiglia è nato e cresciuto nell’Illinois, precisamente a Calumet City, nota agli amati del cinema in quanto idealmente città natale dei fratelli Jake ed Elwood Blues, protagonisti del film “The Blues Brothers”. Prima di sposare la palla a spicchi, Thomas si è cimentato in un altro sport, circostanza comune negli adolescenti americani: “La passione per il basket non è nata all’istante – racconta il giocatore biancoblù -, sin da bambino praticavo il football, una disciplina oltremodo fisica e che apprezzavo molto”. Poi, la svolta che ha cambiato il suo futuro e la sua vita: “Dopo qualche anno, con il pallone da basket tra le mani ho incominciato a saperci fare ma, a essere onesto, prima dei 14 anni non è che me la cavassi granché bene”.

Se Thomas aveva dubbi circa lo sport da intraprendere (grande classico per chi cresce nell’Illinois, tra basket, football, baseball e hockey su ghiaccio); di dubbi sugli idoli, invece, nessuno: la madre. “Mia mamma è una donna straordinaria, che ha sempre lavorato molto duramente. È di gran lunga il mio idolo”. Quanto agli idoli sportivi, anche qui, Donte ha ben poche perplessità: «LeBron James, inarrivabile. Lo ammiro non soltanto per quello che riesce a fare in campo, come giocatore, ma anche per il suo personaggio e il suo carisma. Sa essere influente sulla comunità e sulla cultura. Impressionante”. Immancabile, infine, il capitolo sugli hobby: “A parte la pallacanestro, in realtà, non ho hobby particolari. Può far sorridere ma amo comprare scarpe e guardare Netflix”.

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