La Pol Comense non si ferma del tutto

Pol Comense, il club nerostellato attiva per i suoi atleti il progetto “Comense Classroom”

Pol Comense, la storica società stoppa l'attività in palestra per il decreto, ma non si ferma.

Pol Comense, il club nerostellato attiva per i suoi atleti il progetto “Comense Classroom”
Como città, 27 Ottobre 2020 ore 10:29

Pol Comense, la storica società stoppa l’attività in palestra per il decreto, ma non si ferma

 

Pol Comense, un modo costruttivo voluto dallo staff del presidente Guido Corti per contrastare il semilockdown fino al 24 novembre

La Pol Comense a malicuore si adegua al nuovo decreto ministeriale e si vede costretta a stoppare tutta la sua attività sul campo, ma non si  vuole fermare del tutto. Il club nerostellato presieduto da Guido Corti, infatti, dopo aver preparato minuziosamente con il suo “comitato tecnico sportivo” la ripresa degli allenamenti in sicurezza e individuali, prevista per lunedì 26 ottobre ma poi resa vana dall’ultimo DPCM, non si è persa d’animo, ma sta già definendo un nuovo programma di lavoro on line, denominato “Comense Classroom”,  riservato ai suoi tanti tesserati di ogni età. Allenamenti e lezioni tecniche a distanza per mantenere il contatto tra i gruppi e anche per consentire ai propri atleti di continuare a fare attività sportiva anche da casa o individualmente. Un modo alternativo già collaudato nei mesi del lockdown di primavera e che ora verrà nuovamente attivato, già da questa settimana, dal club comasco per contrastare quello che Guido Corti ha definito il “semi-lockdown”, con la speranza di tornare sui campi, insieme, al più presto..

basket femminile éalsampietro casa Comense
Il Palasampietro di Casnate casa della Pol Comense

Comunicato ufficiale del 25/10/2020 della Pol. Comense

– SOSPENSIONE ATTIVITA’ PER CAUSE DI FORZA MAGGIORE

Buongiorno a tutti,

la notizia è ufficiale. Il DPCM di oggi ci obbliga a terminare qua le nostre attività sul campo da gioco, anche di allenamento, almeno fino al 24/11. È difficile quantificare la delusione per l’impegno e la passione messa dai nostri istruttori, che non potranno nuovamente lavorare insieme ai nostri ragazzi e ragazze. Sabato ci siamo trovati per programmare e organizzare tutte le modalità degli allenamenti individuali distanziati con uno scambio acceso di idee e di esercizi tra tutti i coach presenti, che personalmente ho battezzato come il nostro “comitato tecnico sportivo”. Avevamo organizzato tutto, dall’arrivo in palestra al posizionamento a bordo campo, dai cerchi, ai birilli, alle pause, tutto programmato minuto per minuto, categoria per categoria, dagli under 6 agli under 18. Abbiamo speso tempo, risorse, soldi per sanificare, mettere i cartelli, implementare la App per le presenze, comprare gel, disegnare box a bordo campo per rispettare le regole e permettere ai nostri atleti di allenarsi in sicurezza e all’interno dei protocolli richiesti dalla federazione sportiva.

Queste non sono parole mie ma le condivido: “Purtroppo la funzione vitale dello sport nel nostro paese, non è ancora un fatto culturale acquisito, nonostante i proclami e il moltiplicarsi delle giaculatorie di questi ultimi giorni. Non si comprende perché il Ministro della Salute, non ravvisi nella funzione che lo sport esercita per lo stato di benessere psico/fisico, una opportunità sociale, e che la stessa produce un notevole beneficio sulla spesa sanitaria. Durante il lockdown è notevolmente aumentata la percentuale di obesità nel nostro paese, a danno della salute dei cittadini, e palestre e piscine si sono prodigate a fornire un valido ausilio alla stregua di un presidio sanitario di eccellenza per l’equilibrio tra corpo, movimento e prestazione. Lo sport è economia e servizio sociale, posti di lavoro e opportunità educative rischiano di andare in fumo. I ragazzi nel pomeriggio andranno per le strade, sotto i portici, nei parchi e senza controlli, usciranno dalle bolle e non saranno controllati nei loro contatti o nel mantenere le mascherine. Cose che le società sportive garantivano sin da inizio stagione.”

Nonostante tutto ci dobbiamo per forza fermare, di nuovo.

I DPCM sono sempre scritti in politichese e soprattutto scritti da chi di sport conosce solo il calcio di Serie A, ma questo di oggi lascia spazio a poche interpretazioni. Forse l’unica cosa che potremmo fare è “attività sportiva di base sotto forma individuale”, ma all’aperto. Ma penso che concordiate con me che non sia il caso di farlo, a novembre, a Como. Tra l’altro, gli oratori sono chiusi e l’unico parco comasco all’aperto con un campo da basket è a Tavernola oppure bisogna andare a Grandate o per chi è a Fino, a Socco. Ma inizia a fare freschino, e senza spogliatoi dove cambiarsi almeno la maglietta, è una cosa impossibile anche solo da proporre.

Magari in altre parti d’Italia possono fare allenamento all’aperto senza spogliatoi. Noi fino a primavera inoltrata, non lo proporremo, per la salvaguardia della salute di tutti, compresi gli allenatori. Speriamo almeno che queste misure servano a qualcosa e che i grafici dei positivi ricomincino a scendere piuttosto che a salire.

Ringrazio le 105 famiglie (l’anno scorso eravamo in 556 – ndr – ) che ci hanno dato fiducia e hanno effettuato l’iscrizione per poter ricominciare lunedì 26 ottobre, così come ringrazio lo stesso chi ci aveva scritto dicendo che non se la sentiva di mandare il figlio in palestra nonostante le nostre precauzioni, speriamo che possiate tornare con noi al più presto.

Ora la ripartenza è rimandata al 24 novembre.

In questo periodo comunque i nostri allenatori vogliono rimanere in contatto con i nostri atleti. Attiveremo delle DIRETTE web con i nostri responsabili tecnici che, collegati dalla palestra, vi faranno vedere e vi insegneranno i fondamentali. Video e dirette che saranno poi lasciati a disposizione sul nostro sito in area riservata e visibili a chi sarà in regola con l’iscrizione.

Non saranno dei veri e propri “allenamenti” perché non tutti avranno la possibilità di collegarsi contemporaneamente o di avere un canestro a casa o in camera, o anche più semplicemente non vogliono, comprensibilmente, ricevere le proteste dei vicini di casa.

Saranno delle idee di lavori che si possono fare a casa, in diretta o anche da soli.

E saranno anche utili per quando si ritornerà in palestra per non ripetere concetti già espressi.

Perché prima o poi sì che si ritornerà a giocare !

Forse i campionati inizieranno in primavera e si prolungheranno per l’inizio estate, è una ipotesi che speriamo possa realizzarsi.

Nonostante la situazione, non vogliamo chiudere definitivamente.

Abbiamo anche una funzione sociale nella città di Como e una tradizione storica da mantenere e vogliamo farlo.

La quota pagata ad ora servirà per coprire i primi due mesi di allenamento e questo periodo di allenamenti e di attività online. In base a quanto potremo poi fare durante l’anno vi faremo sapere se dovrà essere integrata o sarà sufficiente così per tutta la stagione.

Per ora vi auguriamo un “buon” semi-lockdown e che vada tutto bene a Voi e alle Vostre famiglie.

Speriamo di vederci prima possibile.

Guido Corti
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