la decisione

Pool Libertas: Massimo Redaelli dalla panchina alla scrivania

"Sono molto contento che Max abbia accettato di ricoprire il ruolo di general manager della società" commenta il presidente, Ambrogio Molteni.

Pool Libertas: Massimo Redaelli dalla panchina alla scrivania
Canturino, 10 Ottobre 2020 ore 11:31

Dalla panchina alla scrivania. È questo il percorso che ha deciso di intraprendere “MaxRed”, al secolo Massimo Redaelli. Da nove stagioni secondo allenatore del Pool Libertas Cantù, e da oggi il grande passo per diventare general manager della compagine canturina è stato fatto.

Pool Libertas: Massimo Redaelli dalla panchina alla scrivania

La decisione, presa di comune accordo con il presidente Ambrogio Molteni, è frutto dell’aumentata mole di lavoro del tecnico caratese dovuta alle problematiche a livello logistico legate all’indisponibilità dello storico palazzetto Parini, e ai nuovi protocolli legati all’emergenza sanitaria da Covid-19.

“Sono molto contento che Max abbia accettato di ricoprire il ruolo di general manager della società – commenta Molteni –. Lui sarà il Numero Due dal punto di vista dirigenziale, e verrà subito dopo la proprietà. Questo mi sgrava di tantissimi impegni e di cose da seguire, ed è un ruolo importante, mai ricoperto prima in questa società. Mi darà una mano a risolvere ogni problema che potrà sorgere, e ne risponderà unicamente a me. Sarà molto importante per me avere un supporto anche per quanto riguarda i protocolli relativi al Covid-19, e la sua figura in questo momento è per noi indispensabile. Inoltre, data la sua pluriennale esperienza, ci sarà sicuramente d’aiuto per sviluppare ulteriormente il nostro settore giovanile coordinandosi con la nostra responsabile Nadia Cravagna”.

“Sono contento di avere questa possibilità – commenta ‘MaxRed’ –, è stata una scelta personale. Penso che si conosca la mia attitudine al lavoro e la mia generosità: anche in questo ruolo, diverso da quello che ho ricoperto finora, sono sicuro che darò ancora il mio contributo a questa squadra. Il nostro orgoglio canturino è sempre stato il motore di tutto, e lo sarà finché calcheremo i campi da gioco”.

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