Vigilia di Como-Lipsia, esordio di Champions League: mister Cesc Fàbregas e il capitano Lucas Da Cunha hanno presentato il grande appuntamento in conferenza stampa, direttamente dallo stadio “Sinigaglia”.

Fàbregas: “Un abbraccio a Roberta Picchi”
L’allenatore del Como, prima di rispondere alle domande dei cronisti presenti, ha voluto mandare un messaggio di supporto a Roberta Picchi, calciatrice della squadra femminile del Como 1907 a cui è stato diagnosticato un tumore al seno (e il club, per dimostrare ulteriore vicinanza, le ha rinnovato il contratto fino al 2028): “Mandiamo un grande abbraccio a lei da parte nostra”.
EMOZIONI: “Domani? Partita identica alle altre. Vogliamo provare a fare bene. Capisco l’emozione di tutta la città, anche del club. Ma dobbiamo essere professionisti e capire che si tratta di una partita di calcio. Loro sono una grande squadra. Sarà una partita emozionante. Vogliamo presentarci al top. Vediamo come va, ma c’è tanta fiducia. Strategie e scelte di formazione in base all’età? Ci conosciamo da due anni e mezzo. Non osservo troppo l’età. Anche ieri si sono visti errori da parte di giocatori che hanno grande esperienza”.
SEGNALI PER CAPIRE SE SIAMO PRONTI E DISCORSO CHE FARÒ ALLA SQUADRA: “Ribadisco: capisco che il tema sarà il fatto che sia la nostra prima in Champions, ma mi concentro sul fatto che sia una partita come le altre. Dobbiamo avvicinarci il più possibile alla vittoria, prepararci a questo. Mi capita che, a due minuti dall’inizio della partita, devo pensare a un paio di scelte. Prima c’erano un massimo di 12-13 giocatori. Stanno lavorando tutti bene ora, sono pronti a dare una mano. Discorso? Non me lo preparo. Mi viene tutto da dentro. Quando ti prepari qualcosa, ti capita di sbagliare. Io dico quello che penso sul momento».
TROVERETE UN MODO PER ESPRIMERE IL VOSTRO CALCIO: “Ne parliamo domani dopo la partita! È la prima volta in Champions. Possiamo avere un’idea di quello che sarà. Ho giocato e visto tanta Champions. Ho guardato anche le partite degli altri giorni. Posso immaginarmi qualcosa. Ma noi abbiamo un’idea di calcio precisa, pensiamo a noi stessi. Dobbiamo anche analizzare gli avversari e i dettagli della gara. Ma è importante che i ragazzi dicano ‘succeda ciò che succeda’, perché dipende da come si presentano gli avversari. Noi non dobbiamo essere robot, dobbiamo comprendere il calcio. Il mio sogno è che la squadra giochi rispettando la nostra filosofia, a prescindere dagli avversari e in base ai dettagli di gara”.
PENSIERI SUL LIPSIA? “Grandissima squadra. L’hanno dimostrato per tanti anni, per la cultura che hanno creato. Iniziando praticamente da zero circa 15 anni fa. Si può prendere spunto da loro. Conosco tante persone legate al Lipsia. Sono sicuro che, se fai la domanda, ne sai più di me. Grandi persone e grandi professionisti. Non sono sorpreso da ciò che stanno costruendo. Sarà una partita molto difficile. C’è leggerezza? Spero di no. I ragazzi devono scendere in campo pensando a vincere. La stessa mentalità che abbiamo dalla Serie B. Alzare continuamente il livello. Cerchiamo di fare il meglio possibile. Questa deve essere la nostra mentalità. Spero che ci si concentri sulle emozioni solo oggi. Domani bisogna pensare alla partita. Ragioniamo un pezzetto alla volta. Stessa cosa per le nostre competizioni. Troviamo il Lipsia che è abituato a questo contesto. Pensiamo a goderci questo momento e a fare ciò che serve per vincere”.

Fàbregas: “Qui il livello è altissimo”
QUALCOSA DI UTILE DELLA MIA ESPERIENZA IN CHAMPIONS DA PORTARE ORA: “Solo mi fa capire che la vita va molto veloce. Qui comunque è importante avere qualità. C’è un’esigenza forte. Dobbiamo capire tutti i momenti della partita, parliamo di un impegno dal livello altissimo. Dobbiamo concentrarci per portare a casa la partita. Maxi girone e il nuovo format? Sì mi piace, sto aspettando che finisca la conferenza per vedere Barcellona-Feyenoord e Napoli-Arsenal. Come spettatore, riusciamo a vedere tante belle partite, molto piacevoli”.
LE INDIVIDUALITÀ DEL LIPSIA: “Lo staff si occupa di studiare l’avversario. Punti di forza e punti di debolezza. Poi pensiamo a come fare una buona prestazione. Hanno giocatori molto forti. Non mi piace fare sempre nomi, ma li conoscete. E se li metti in un contesto favorevole, ecco che possono fare bene. Ma noi dobbiamo credere alle nostre possibilità. A volte capita che, inizialmente, trovi il 30% di possibilità di vincere. Devi pensare a come trasformarlo in un 100%. Convincere il giocatore a questo. E ovviamente osservare attentamente i dettagli”.
MARTIN DEMICHELIS: “Abbiamo giocato tante volte contro, soprattutto quando era al Manchester City. Non so quante volte. Ha fatto molto bene in Argentina e in Spagna. Merita questa opportunità. Vedo una squadra con idee molto chiare. Tanti movimenti specifici. Una squadra bella da vedere e da analizzare. Grandi complimenti a lui e per noi sarà un bel test. Scelte di domani? Ho le idee chiare. Maggiore considerazione dei ragazzi che ci hanno portato in Ucl? Nel calcio, tutti meritano e tutti devono meritare di giocare”.
“Ciò che hanno fatto l’anno scorso è storia. I ragazzi, se torneranno tra 30 anni a Como, verranno riaccolti come leggende. Ma sono passati mesi dalla fine della scorsa stagione. Perché se rimaniamo ancorati al trionfo dell’anno scorso, rischi di bloccarti e smettere di crescere. Ho voglia di portare questa squadra sempre più in alto e di spingere ancora di più. È importante che chi parte dall’inizio e chi subentra, soprattutto questi ultimi che determinano le partite, ci aiutino a vincere”.
SUGGERIMENTI DATI ANCHE FUORI DAL CAMPO: “Bella domanda. Comunque parliamo del fatto che io abbia giocato più di 100 partite in Champions, ma è l’unica coppa che non ho vinto. Ieri Real Madrid-Inter poteva finire in tanti modi. In società abbiamo persone super competenti. Grandi uomini, come il presidente Suwarso e il direttore sportivo Ludi. Ciò che conta è l’energia, la fame, la voglia di migliorare, di competere bene. Il Como deve essere sempre questo: partire da zero e puntare a vincere ogni partita. Per me siamo pronti. Domani il campo parlerà. Poi penseremo a Parma, Frosinone. Ma dobbiamo essere convinti di voler giocare bene questa partita e vincere”.
Da Cunha: “La prima in Ucl, tanta roba”
EMOZIONI: “Tante. La prima gara in Champions. È tanta roba. Arrivo dalla Serie B, sono onorato di giocare in UCL. Siamo contenti, non vediamo l’ora di iniziare. Abbiamo lavorato bene. Si, da tanto non ci giochiamo in casa. Siamo pronti a giocare bene davanti ai nostri tifosi. È un sogno, sì, una cosa incredibile. Siamo molto felici. Non siamo qui però per guardare la gente giocare. Vogliamo dimostrare chi siamo. Lavoriamo bene per fare punti e regalare gioia a tutto il mondo Como”.

SQUADRA PRONTA A GIOCARE E A NON SENTIRE LA PRESSIONE?: “Se facciamo bene sul campo, è per il lavoro incredibile del mister e del suo staff. Arriviamo sul campo sapendo ciò che dobbiamo fare, con serietà. Abbiamo vinto in tanti campi difficili. Con il lavoro quotidiano siamo pronti per questa sfida. Fattore mentale comune in squadra? Il fatto di essere sempre noi. La nostra mentalità è quella di andare tutti assieme, per fare bene. Facciamo le cose insieme, anche il lavoro. Un grande lavoro è quello che facciamo quotidianamente”.
IL MAXI GIRONE? “Mi piace, sì. Anche se è la prima volta per noi. Ci sono più partite, tante squadre da affrontare. Emozione dei tifosi e della città? Lo percepiamo. Quando esci in strada, tutti ti parlano della Champions. Incontri persone contente”.