Sciopero alla Borgwarner: il sostegno del partito Rifondazione Comunista di Como ai lavoratori di Orsenigo e di Elmas.
La protesta contro il licenziamento collettivo
Oggi, mercoledì 23 settembre, la Rsu aziendale e Fiom Cgil di Como e Cagliari hanno proclamato otto ore di sciopero a continuare lo stato di agitazione aperto con il comunicato del 9 settembre. La motivazione è l’avvio della procedura di licenziamento collettivo che riguarda la totalità dei dipendenti.
Ai lavoratori è arrivato il sostegno di Prc Como:
“Noi compagni e compagne di Rifondazione Comunista di Como stiamo dalla parte dei lavoratori e delle lavoratrici della Borg Warner di Orsenigo e di Elmas che oggi, 23 settembre 2026 scioperano contro il piano aziendale che li vorrebbe licenziare. Ci sentiamo anche noi schiacciati e sfruttati da un’azienda con quarantamila dipendenti in tutto il mondo , guidata da un CEO che senza perdere il suo sorrisino si libera di noi come se fossimo un granello di forfora. Ci sentiamo dimenticati anche da partiti del centrosinistra che , un tempo fondati sulla difesa dei lavoratori, oggi hanno dirigenti ( ìcome la segretaria del PD Schlein) che dicono che sulle operazioni finanziarie ed industriali deve decidere il mercato. E infatti il mercato decide e noi , oplà : siamo senza lavoro e senza reddito. Ci sentiamo abbandonati da certi sindacati che ormai vanno d’amore e d’accordo coi peggiori governi, che non difendono più i lavoratori, e si sono ridotti a erogare servizi fiscali. Ci sentiamo anche divisi per colpa dei partiti di destra che quando ci sono da noi licenziamenti , delocalizzazioni o salari da fame accusano sempre gli stranieri ‘che ci rubano il lavoro’ , e così i braccianti a 1 euro all’ora finiscono nel calderone dei nemici insieme alle multinazionali asiatiche; tanto, per i razzisti nostrani, sempre stranieri sono. E invece noi tutti , in tutti i luoghi di lavoro, abbiamo bisogno di unità dei lavoratori e delle lavoratrici come dell’aria per respirare. Solo con l’unità della classe lavoratrice possiamo sperare di ottenere un salario che non sia inferiore ai 12 euro l’ora, riduzione di orario a parità di salario, piena occupazione e servizi sociali e sanità gratuiti. Insomma non l’impossibile ma solo un mondo un po’ più giusto e vivibile”.