Si sono celebrati questo pomeriggio nella chiesa prepositurale di Santa Maria Nascente i funerali di Franco Cavenaghi, manager e dirigente di primo piano,socio fondatore dell’Associazione Amici di Monsignor Aristide Pirovano, scomparso il 7 settembre a 91 anni.
Presenti esponenti del mondo dello sport e del giornalismo
A partecipare al cordoglio del figlio Marco e di tutti i famigliari, tra gli altri, esponenti del mondo dello sport e del giornalismo che Cavenaghi ha conosciuto nella sua carriera; la presidente Rosanna Pirovano e diversi consiglieri dell’Associazione; una delegazione dei Poveri Servi della Divina Provvidenza dell’Opera Don Calabria, la congregazione che ricevette da padre Aristide la responsabilità della missione brasiliana di Marituba, giunti appositamente da Negrar (Vr), dove Cavenaghi è deceduto lunedì scorso nella Rsa in cui era ricoverato da qualche tempo.
La messa è stata presieduta da monsignor Angelo Pirovano e concelebrata da don Alves Tchilounda, sacerdote dell’Opera Don Calabria. “Siamo qui per esprimere gratitudine e stima e per pregare per una persona che ha avuto una vita intensa e spesa bene”, così Monsignor Pirovano nell’omelia. Ha ricordato la sua dedizione alla famiglia, provata dalle perdite precoci dei figli Nicola e Simone, e la professionalità profusa “in incarichi di responsabilità alla Gazzetta dello Sport, alla Rcs e al Giro d’Italia (fu anche merito suo se una tappa della corsa giunse a Erba)”. Ha poi sottolineato l’impegno nel coltivare la memoria di padre Aristide insieme alla moglie Enrica, dedicando «passione, energia e intuizioni profonde», recandosi più volte a Marituba e intessendo importanti relazioni con i Poveri Servi. «Negli ultimi anni formulava ancora idee e progetti, pur tra fatiche, limitazioni e sofferenze che ha offerto al Signore – ha concluso -. Il nostro ricordo non è fine a se stesso, ma diventa consolazione nel sapere che, dopo avere cercato di vivere pienamente la Parola del Signore, ora Franco è nella sua pace, nella sua gioia, nella sua luce, e si è ricongiunto con i suoi cari che l’hanno preceduto».
Il legame indissolubile con l’associazione
Al termine della funzione il vicepresidente degli Amici Mauro Colombo ha ricordato il «legame indissolubile» di Cavenaghi con l’associazione al fianco della moglie Enrica, che l’ha presieduta per 22 anni:
«A muovere Enrica e Franco era l’esempio di padre Aristide, la fede in ciò che l’uomo, guidato da Dio, può fare a beneficio di altri uomini – ha detto tra l’altro – Si completavano e si compensavano a vicenda, ciascuno portava le rispettive qualità. Franco, in particolare, univa la creatività dovuta alla formazione umanistica al rigore gestionale maturato nell’attività professionale… All’Associazione, a Erba come a Marituba e in altre località del Brasile, Enrica e Franco hanno dedicato tempo e risorse, fatiche e sacrifici, passione e intelligenza, cuore e cervello. Oggi noi rinnoviamo loro la nostra infinita riconoscenza».
Il ricordo dell’associazione
«Che novità ci sono?». Dopo i saluti di rito, era l’immancabile domanda con cui Franco Cavenaghi accoglieva chi dell’Associazione Amici di Monsignor Aristide Pirovano gli recava visita. Anche da quando, per le sue condizioni di salute, non poteva più partecipare alla vita associativa oppure esaminare i resoconti dell’attività, desiderava esserne informato. Il fisico imponente e la voce profonda, perfino dopo anni di conoscenza e frequentazione potevano incutere soggezione. E allora l’interlocutore talvolta titubava nel rispondere, soprattutto quando di novità significative da riferire non ce n’erano. Al termine del colloquio, però, il ringraziamento cordiale e l’energica stretta di mano rinfrancavano.
Il suo legame con l’Associazione era indissolubile e non poteva essere altrimenti. Amico personale di padre Aristide, Franco Cavenaghi ha partecipato alla fondazione del sodalizio, è stato tra gli artefici del suo sviluppo e ne ha poi accompagnato l’operato al fianco dell’indimenticabile consorte Enrica. La loro inscindibile unione di vita nell’Associazione si è trasformata in una squadra impareggiabile, integrata e arricchita da un’altra figura fondamentale, il dottor Gino Farina. Oltre a una comune sensibilità cristiana e missionaria, a muovere Enrica e Franco era l’esempio di padre Aristide, la fede in ciò che l’uomo, guidato da Dio, può fare a beneficio di altri uomini. Si completavano e si compensavano a vicenda, ciascuno portava le rispettive qualità. Franco, in particolare, univa la creatività dovuta alla formazione umanistica al rigore gestionale maturato nell’attività professionale. E a padre Aristide prima e all’Associazione poi ha avvicinato tanti prestigiosi personaggi da lui conosciuti nel mondo del giornalismo, dello sport e dell’impresa.
All’Associazione, a Erba come a Marituba e in altre località del Brasile, Enrica e Franco hanno dedicato tempo e risorse, fatiche e sacrifici, passione e intelligenza, cuore e cervello. Oggi noi rinnoviamo loro la nostra infinita riconoscenza, estesa a Marco e alla famiglia per il generoso invito a offrire all’Associazione in memoria di Franco, e condivisa dai Poveri Servi della Divina Provvidenza dell’Opera Don Calabria, presenti qui con una loro delegazione. Adesso che, come qualcuno ha notato, la squadra si è ricomposta, siamo certi che Enrica e Franco, oltre a vegliare con Nicola e Simone su Marco e su tutti i loro famigliari, sapranno aiutare anche noi a procedere sempre nella giusta direzione.
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