Prosegue lo stato di agitazione alla Borgwarner contro il licenziamento collettivo di 81 dipendenti della sede aziendale di via Don Paolo Berra.
“Dall’azienda risposte non soddisfacenti”
Come è noto, lo scorso 23 settembre la RSU Borgwarner e la FIOM CGIL di Como e di Cagliari hanno proclamato una giornata di sciopero. Nell’assemblea del 25 settembre, le lavoratrici e i lavoratori hanno dato pieno mandato alla delegazione sindacale per proseguire lo stato di agitazione, chiedendo all’azienda di modificare la scelta dei licenziamenti totali. L’azienda, che inizialmente ha reagito con totale chiusura, ha riconvocato Rsu e Fiom Cgil e in questi giorni proseguono concitatamente le trattative. «Siamo stati riconvocati giovedì scorso, 1 ottobre, dall’azienda: sulla tenuta occupazionale c’è stata una piccola apertura ed è stata proposta una mediazione anche dal punto di vista economico per le persone che non potranno essere ricollocate – spiega Salvatore Medici, Fiom Cgil Como – In particolare si è ipotizzato il ricollocamento di una decina di persone sul sito di Arcore. In questo momento, senza elementi concreti, non possiamo dare un giudizio: sicuramente apprezziamo l’apertura e la proposta di una soluzione, ma se non c’è un progetto chiaro nei numeri e nei profili è difficile esprimere una posizione. Per quanto riguarda la mediazione economica l’azienda ha proposto incentivi per chi non potrà essere ricollocato: sicuramente un qualcosa di positivo, ma che abbiamo comunque giudicato insufficiente e insoddisfacente».
Lunedì la prossima assemblea dei lavoratori
Lunedì 4 ottobre ci sarà una nuova assemblea dei lavoratori per discutere una nuova proposta da presentare all’azienda che possa tenere insieme tenuta occupazionale e interventi economici. «A noi servono garanzie più ampie, in termini numerici – prosegue Medici – E con criteri condivisibili, non una soluzione che l’azienda ci propone in maniera unilaterale. Vogliamo una vera tutela occupazionale, che non sia una “contrattazione” ma che salvaguardi davvero le persone e i posti di lavoro. Chiediamo volontarietà e possibilità di scelta tra profili professionali. L’assemblea di lunedì ci permetterà di valutare una nuova proposta da presentare all’azienda, nella speranza di poter mediare».
Lo stato di agitazione, intanto, resta aperto. Allo stato attuale non sono previsti scioperi né presìdi, ma saranno valutati in caso di mancata apertura dell’azienda nel mediare. «Ci aspettiamo delle risposte sulla proposta che presenteremo all’azienda – ancora Medici – Che è di tenuta occupazionale complessiva. Anzitutto ci aspettiamo una convocazione da parte dell’azienda: se così non fosse significa che non c’è disponibilità a colloquiare quindi si entrerà in modalità conflittuale. Poi ci aspettiamo risposte sulle nostre controproposte: a oggi non abbiamo in programma scioperi o altre mobilitazioni, ma se non dovessimo ottenere riscontri valuteremo come proseguire».