patrimonio storico

I reperti del Neolitico saranno custoditi in paese: “Vogliamo documentare la storia del paese”

L'iniziativa dell'Amministrazione comunale per valorizzare i ritrovamenti e farli conoscere al pubblico

I reperti del Neolitico saranno custoditi in paese: “Vogliamo documentare la storia del paese”

I reperti archeologici rinvenuti negli scavi del cimitero saranno valorizzati e resi patrimonio del paese e della comunità con l’allestimento di un’apposita teca da poter visitare.

Erano stati rinvenuti nel maggio 2025

Lo ha fatto sapere l’Amministrazione comunale in merito all’importante rinvenimento avvenuto nel maggio 2025: durante gli scavi per i lavori al cimitero erano state scoperte tracce di un insediamento del Neolitico. In particolare erano emerse fondazioni in ciottoli e buche di palo, che lasciano immaginare la presenza di edifici in legno. Un rinvenimento che conferma la presenza di gruppi umani sulla Spina Verde in età neolitica.

I reperti rinvenuti erano immediatamente stati presi in esame dalla Soprintendenza con la dottoressa Grazia Maria Facchinetti e quanto emerso era stato spiegato dalla stessa professionista alla cittadinanza in una serata organizzata dall’associazione Lepomis.
Sono tuttora in corso analisi e approfondimenti per risalire a tutti i dettagli dei reperti. Intanto l’Amministrazione ha sottolineato l’importanza di valorizzare quest’importante scoperta.

«L’ampliamento del cimitero ha messo in luce questi reperti e il lavoro del Ministero della cultura – direzione archeologica ha evidenziato l’insediamento dell’età Neolitica – spiega l’assessore alla Cultura, Giuseppe Rigamonti – Sono tuttora in corso le attività di ricerca su questo interessantissimo ritrovamento. Noi come Amministrazione abbiamo fatto richiesta di mettere un cartello che indicasse alla popolazione di questi lavori: è stato prontamente posizionato così da indicare il luogo dei ritrovamenti. Abbiamo poi fatto richiesta di avere quei reperti stabilmente nel nostro paese: vanno naturalmente conservati con normative di legge molto rigide e abbiamo avuto la disponibilità della Soprintendenza, quindi riusciremo a farlo. A oggi i lavori non sono ancora conclusi e potrebbero emergere nuovi reperti: l’obbiettivo – aggiunge – E’ di conservarli in una teca, naturalmente con tutte le garanzie di sicurezza, e metterli a disposizione della popolazione, per le visite da parte dei cittadini, ma anche di gruppi scolastici. Abbiamo tre scuole sul nostro territorio, che potrebbero già essere coinvolte: qualche tempo fa un gruppo aveva già organizzato una visita».

Un impegno che permetterà un’importante valorizzazione della storia del paese. «E’ un impegno a livello burocratico ma intendiamo mettere in atto questa iniziativa – ancora Rigamonti – Il cartello è già stato collocato e la gente è interessata: si tratta della storia del nostro paese. Seguiamo con grande interesse, sarebbe davvero bello poter tenere questi reperti custoditi a Lipomo per documentare una storia importante e coinvolgere gli archeologi e gli studenti in questo affascinante percorso».

(Nella foto il rinvenimento del sito archeologico, nel maggio 2025)