aveva solo 19 anni

Addio a Simon Volontè gli amici scortano in moto il feretro fino alla chiesa FOTO e VIDEO

Oggi l'addio al giovane di soli 19 anni che ha perso la vita dopo una caduta dalla moto.

Olgiate, 18 Luglio 2020 ore 10:20

Una vita spezzata a soli 19 anni. Simon Volontè, studente dell’istituto Terragni di Olgiate Comasco, residente a Lurate Caccivio, aveva tutta la vita davanti. Tanti progetti interrotti bruscamente da una tragedia terribile, una caduta in moto che non gli ha lasciato scampo.

Addio a Simon Volontè gli amici scortano in moto il feretro fino alla chiesa

Oggi, durante l’ultimo saluto nella chiesa di Lurate Caccivio, si sono presentate circa 250 persone. Gli amici, prima dell’inizio della funzione, hanno scortato in moto il feretro fino all’ingresso.  Un altro segno di vicinanza, l’ennesimo. La mamma, in un’intervista pubblicato sulle pagine del Giornale di Olgiate ha voluto ringraziare gli amici che gli sono sempre stati vicini dopo quella terribile caduta: “Non è morto da solo”. Sulla bara è stato appoggiato il casco del ragazzo, simbolo della sua grande passione.

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Il don: “L’amore è l’unica cosa che vince la morte”

Profonda riflessione di don Flavio Riva durante l’omelia.

“Con la morte chi ci lascia non si esprime più con la voce, con gli occhi, con i gesti, con gli abbracci. Allora il silenzio custodisce le persone morte. Noi, che siamo vivi, non sopportiamo facilmente il silenzio, anche nella morte. Abbiamo bisogno di sentirci vivi, per cui si parla, ci si incontra, si ascolta, ci si abbraccia, c’è il rumore delle campane, quello dei motori, il colore dei fiori. Ci sono tante cose che cercano di rompere il silenzio e la morte. In questo momento noi diciamo che solo Gesù è capace di dire la parola che rompe il silenzio, che raggiunge ciascuno di noi. Solo Gesù è capace di tenere per mano nella vita e di tenere per mano oltre la morte, nella casa di Dio. Abbiamo ascoltato un passo dell’Apocalisse di San Giovanni l’apostolo. Giovanni è considerato il giovane del gruppo degli apostoli, vede un cielo nuovo e una terra nuova. E’ tipico dei giovani vedere lontano e lungo, vederci bene, perché hanno vita, passione, futuro, sono capaci di visione del mondo. Ci fa male vedere che lo sguardo, la visione e il progetto di vita di Simon è stato interrotto improvvisamente dalla morte. Ciò non toglie che quello che Simon ha vissuto, ha condiviso con sua madre, con suo padre, con sua sorella, la nonna, gli amici, i compagni di scuola e la comunità, quello che lui ha visto e desiderato, non sia una cosa che finisce. Il desiderio dell’uomo non finisce mai perché Dio lo raccoglie e lo custodisce, anzi lo fa fiorire per sempre. Il Vangelo ha detto che la morte di Gesù è come quella di un chicco di grano che cade per terra e muore. Morendo porta molto frutto. Nonostante il nostro incenso, l’acqua benedetta, il rombo delle moto, le campane, a Gesù dice “La mia morte ha questo rumore, ha questo significato. Il chicco di grano che cade per terra, muore per produrre molto frutto”. Questa morte di Simon obbliga tutti noi a fermarci e a dire che la nostra vita ha un significato, non quando è vissuta a caso, per sbaglio, per distrazione, per noia, ma è vissuta per dare la vita, per amare. L’altra sera dicevo a Manuela e Matteo che l’unica cosa che vince la morte, è l’amore. Più forte della morte è l’amore. Vorrei riprendere soprattutto per gli amici di Simon, la parola che l’arcivescovo Mario ci ha detto in piazza, in via Volta, concludendo l’oratorio estivo, parlava dei gruppi dei giovani. Diceva “Ci sono dei giovani che stanno insieme per paura, c’è un bullo che comanda e gli altri aspettano di diventare il bullo di turno che può comandare. Sono i giovani che stanno insieme per paura. Ci sono poi i giovani vigliacchi che non fanno niente di male, sono tutte brave persone ma poi chissà quando sono insieme sono capaci di fare disastri. Lo fanno insieme, poi tutti si nascondono e tutti si coprono con omertà. Poi ci sono i giovani che sono amici e sono insieme per il bene, perché si vogliono bene e perché vogliono insieme fare il bene. Se il mondo è malato e rotto, gli amici di Simon possono guarirlo e possono aggiustarlo. Hanno visione perchè sono giovani, hanno futuro perché hanno vita, hanno grandi desideri e grandi possibilità di informazione, movimento, di studio. Cari amici, dobbiamo guarirlo e aggiustarlo questo mondo. Simon ci ha provato e ha iniziato con voi, ora noi tutti abbiamo l’impegno di vivere, guardare avanti, imparare da Gesù a dare la vita dentro tutte le cose che facciamo. “Io sono con voi, tutti i giorni”, dice Gesù, sino alla fine del mondo. Chiediamo che questa presenza del Signore, abbia in questi giorni e nel futuro della nostra vita, anche il sorriso, la battuta, lo stile, di Simon. Il Signore Gesù è con noi, ci dà visione e futuro, l’amicizia buona per il bene, per guarire e cambiare il mondo”.

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