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Appalto bagni pubblici, arriva la diffida al Comune dagli attivisti di Cominciamo da Como

Problemi non solo per i turisti ma anche per i senzatetto della città.

Appalto bagni pubblici, arriva la diffida al Comune dagli attivisti di Cominciamo da Como
Como città, 06 Ottobre 2020 ore 10:12

Appalto bagni pubblici, arriva la diffida al Comune dagli attivisti di Cominciamo da Como.

Appalto bagni pubblici, arriva la diffida al Comune dagli attivisti di Cominciamo da Como

“Gli effetti negativi dell’assenza o della pessima stesura da parte del Comune di Como dei bandi di gara per gli appalti pubblici sono causa di problematiche evidenti a Como – denunciano gli attivisti di Cominciamo da Como – La città, nonostante le numerose realtà presenti sul territorio, ormai non è più in grado di offrire manifestazioni, spettacoli ed eventi culturali ai suoi cittadini e alle persone che l’attraversano, sono numerosi gli edifici abbandonati e in disuso che potrebbero invece essere ristrutturati e utilizzati, le strutture sportive sono causa di scontri e tensioni da anni”.

“Anche la questione di cui come gruppo Cominciamo da Como, insieme ad altre realtà, ci siamo occupati negli ultimi mesi, cioè l’adeguamento dell’orario di apertura dei bagni pubblici alle necessità di cittadini, turisti e dei senza dimora, risente dell’incapacità dell’Amministrazione di predisporre adeguati bandi di gara – proseguono – Alla nostra pubblica richiesta di estendere l’orario di apertura dei servizi igienici, l’assessore Elena Negretti aveva risposto che ciò non è possibile a causa della proroga del contratto con la cooperativa che si occupa della gestione dei bagni, il quale è scaduto e non permette quindi di cambiare le condizioni economiche e, di conseguenza, il numero di ore di apertura del servizio”.

I bagni di via Vittorio Emanuele riaprono ma senza i tanto amati custodi

“Il servizio di gestione dei bagni pubblici è stato affidato alla cooperativa vincitrice del bando del 2017 fino al mese di maggio 2019. Nella disciplinare di gara di quel bando è scritto: ‘Al termine dell’appalto di cui sopra, è fatta salva la facoltà della stazione appaltante di determinare la proroga del servizio per il tempo strettamente necessario alla conclusione delle procedure per l’individuazione del nuovo contraente e comunque per un periodo massimo di sei mesi’ – sottolineano gli attivisti – L’assessora Negretti ha omesso di ricordare questo dettaglio: in barba a quanto scritto chiaramente nel bando, oltre ai sei mesi di proroga previsti (giugno – novembre 2019), il contratto è stato prorogato per altri sei mesi (dicembre 2019 – maggio 2020) e poi per altri sette mesi (giugno – dicembre 2020)”.

“Leggendo le motivazioni di questo ingiustificabile ritardo nelle determinazioni per la proroga del contratto del dirigente comunale competente, ci si imbatte in quella che suona come una piena consapevolezza da parte dell’Amministrazione rispetto ai problemi a cui chiediamo di far fronte – dettagliano dal movimento – Scrive il dirigente il 28/11/2019: ‘nel frattempo l’Amministrazione Comunale, considerati i maggiori flussi turistici registratisi in città negli ultimi anni nonché l’emersione di ulteriori problematiche di carattere sociale connesse agli orari di fruizione dei servizi igienici e in particolare del servizio docce, ha avviato un percorso di valutazione sotto il profilo economico finanziario e gestionale in merito all’opportunità di modificare il servizio in parola al fine di renderlo più conforme alle esigenze emerse'”.

“Ribadendo con forza la richiesta di apertura dei bagni pubblici 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, al fine di garantire un servizio necessario a chiunque abiti o transiti per Como, e in particolar modo a chi si trova costretto a vivere in strada in condizioni estremamente precarie – concludono – abbiamo inviato una diffida al sindaco di Como al fine di fare pressione sulla questione del bando di appalto sulla gestione dei bagni pubblici ed ottenere risposte concrete in merito ai ritardi e alla pessima gestione di un servizio essenziale come questo”.

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