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Ciao Pippo

Il giorno del dolore, folla a Cernobbio per Filippo Mondelli: “La sua lotta è stata la nostra, non ha perso la battaglia”

Da gennaio 2020 combatteva contro un osteorsarcoma alla gamba.

Cronaca Olgiate, 03 Maggio 2021 ore 10:45

Il giorno più doloroso per Cernobbio. Oggi, lunedì 3 maggio 2021, il paese dice addio al suo pluricampione di canottaggio, Filippo Mondelli, 26 anni, venuto a mancare lo scorso giovedì dopo aver combattuto, per poco più di un anno, una battaglia contro il cancro.

Il giorno del dolore: Cernobbio saluta Filippo Mondelli

– Nell’ultimo tratto in cui il feretro è stato accompagnato, al termine della messa funebre, gli amici della Canottieri Moltrasio si sono tenuti per mano. Un lungo applauso ha saluto l’amato campione.

– Sulle note del Silenzio, le Fiamme gialle hanno consegnato alla mamma di Filippo Mond0elli la bandiera tricolore e il cappello della divisa del figlio.

– Due momenti toccanti, con la lettura della preghiera delle Fiamme gialle e della preghiera dei Canottieri.

– Per due svenimenti, durante la celebrazione dei funerali, è stato necessario l’intervento della Croce rossa, presente sul posto e immediatamente mobilitata per assistere le persone che necessitavano soccorso.

– Nell’omelia funebre di don Giovanni illia è emersa con forza l’immagine del crocifisso, in cui anche la vita spezzata del giovane campione trova compimento. “Quando a Monica mi ha avvertito della dipartita di Filippo, sono andato in chiesa ai piedi della croce e ho detto più volte al Signore: non ci hai ascoltato. Perché Signore? Poi però, guardando la croce, mi sono accorto di stare davanti a un innocente, a un ingiustamente condannato. Ho ripercorso la vita di Filippo. Ho ben presente il suo sorriso di bambino, la sua goliardia di ragazzo, la gioia di adolescente, il gusto e l’impegno dell’atleta, la bontà del cuore. Ci si incontrava e gli dicevo “Non picchiarmi, mi faresti male”. Ho capito che la vita di Filippo non è sprecata, la sua non è morte scontata è inevitabile. Nel crocifisso risplende anche la vita di Filippo, trova compimento. Ho cominciato anche io a comprendere ma non sono ancora nel porto sicuro. Rimane aperta la domanda: perché Signore? Pochi giorni prima lo avevo incontrato. Abbiamo seguito insieme la gara di Elisa. Pur trovandolo affaticato e sofferente, ha seguito le gare indicandomi i nomi degli atleti presenti. Ha indovinato anche chi avrebbe vinto. Ecco la sua vita mi pare di poter dire, è stata e rimane una gara. Era lottatore, guerriero. In lui vi era insistenza di capire e sapere. Davanti a ciò che gli appariva indagabile, a volte mi assaliva di domande.  Ragazzino mi disse: “Ti vedo pensoso”. Così ha fatto con te, Monica, quando ti ha visto scossa. Filippo aveva capito ma non si è pianto addosso o rassegnato. Ha lottato, con la sua vita e il suo impegno agonistico. Filippo non ha perso. Era cosciente che la vita è un filo a cui siamo legati. Non è vero che ha perso l’ultima gara. Non sappiamo sapere come abbia tagliato il traguardo, ma l’ultima viene dal crocifisso. Negli ultimi colpi di remi erano in due: lui e il crocifisso. Col Signore non si è mai perdenti. Siamo qui perché il Signore è risorto e ha vinto la morte. Siamo provati e scossi dalla fatica, dalla lotta, dalla sofferenza e dalla morte di Filippo. Penso a chi gli è stato vicino. La sua lotta è stata la vostra, la sua sofferenza, ma anche la sua morte è stata vostra e nostra. Lui non ha perso, ha già vinto”.

La riflessione ha attinto alla forza della fede, a una vittoria finale che Filippo condivide col Signore. “E’ morto nel giorno in cui la chiesa ricorda Santa Caterina da Siena, patrona d’Italia e d’Europa, anche lui ha fatto onore all’Italia, diventando campione del mondo nel 2015, argento 2016, poi oro agli europei, oro nel campionato del mondo. Credo che Filippo possa ripetere a voi, ragazzi, a te Elisa, che siete impegnati nell’agonismo: se sarete quello che dovrete essere, porterete fuoco in tutto il mondo, disse Caterina da Siena. Filippo ci sta invitando a lottare e mettere fuoco in tutto il mondo. Gesù non ha avuto tempo di diventare campione di canottaggio, Filippo sì. Voi, ragazzi, sì. Nel suo essere campione ha portato avanti l’opera di Dio. Gesù ci rivela il senso pieno della vita, nel compiere opere più grandi delle sue. Si è campioni quando si ha il senso della propria storia e di quello che nella storia possiamo costruire, sia attraverso impegno sportivo sia nella concretezza della quotidianità dove, imparando a essere quello che dobbiamo essere porteremo fuoco in tutto il mondo. La nostra vita è destinata a non finire più. Passa la scena di questo mondo, si può essere in breve perfetti agli occhi di Dio. Rimane in noi la fatica per quello che siamo chiamati a portare. Davanti al crocifisso abbiamo una certezza: vive! Se non fosse così, poveri noi. Ma visto che non è così, abbiamo una speranza e un’attesa. Un giorno, mi correrà incontro abbracciandomi, non gli dirò di non picchiarmi, ma gli dirò: “Sei arrivato prima, anche qui sei campione”.

– Folla composta nel dolore e nella testimonianza di amore, di affetto e di riconoscenza nei confronti di Filippo Mondelli: familiari, amici, istituzioni e autorità e delegazioni della Canottieri Moltrasio e della Canottieri Cernobbio. Le parole del sacerdote, aprendo la celebrazione dei funerali: “Vogliamo consegnare Filippo al Signore, in una grande traversata, dove la forza delle braccia, delle gambe e del cuore ci ridà il senso di quello che siamo. Siamo in cammino. Lo salutiamo abbracciando Monica, Guido ed Elisa e tutti coloro che gli hanno voluto bene. Sia quelli che l’hanno visto nascere sia chi l’ha visto diventare campione. Intorno all’altare ci accorgiamo che abbiamo bisogno del perdono del Signore e della sua grazia, con fiducia ci affidiamo a lui”.

– Il feretro del campione lariano è arrivato scortato da atleti delle Fiamme gialle,  di cui faceva parte il giovane. Tra i presenti alle esequie, anche il presidente del Coni Giovanni Malagò e il sottosegratario allo Sport, Valentina Vezzali.

– Tantissime persone si stanno portando verso la Riva di Cernobbio per partecipare ai funerali di Mondelli. Presente il sindaco di Cernobbio, Matteo Monti.

– Il rito funebre verrà celebrato in riva, alle 14.30 di questo pomeriggio.

– Anche questa mattina, fino alle 12, sarà possibile fare visita alla camera ardente allestita presso il palazzetto dello sport di Cernobbio.

(Seguiranno aggiornamenti)

La sua lotta contro la malattia

Mondelli è stato campione del mondo di canottaggio nel 2018 nel quattro di coppia. Faceva parte, in quota atleti, del Consiglio nazionale del Coni. A gennaio del 2020 l’atleta si era fermato per una patologia ossea. La diagnosi era stata impietosa: osteorsarcoma alla gamba. L’operazione e la chemioterapia non l’hanno salvato dal suo tragico destino, portandolo via ad amici e parenti quando ancora non aveva compiuto 27 anni.

Lo sport in lutto

“Mai giornata più buia per la nostra Canottieri: solo la luce inesauribile del tuo ricordo potrà farci remare contro questo dolore. Ciao Pippo!”, ha scritto giovedì la sua Canottieri Moltrasio. Ieri, domenica 2 maggio, i suoi compagni di Nazionale sono stati nella camera ardente, insieme a tutte la nazionale Olimpica di canottaggio. “È stato un ragazzo che ha lottato, gioito e goduto della vittoria più bella, il titolo mondiale sul quattro di coppia conquistato il 15 settembre 2018 a Plovdiv al termine di una gara perfetta. Uno spettacolo straordinario! Un risultato che doveva essere il preludio di altri traguardi sportivi ancora più importanti”, ha invece scritto la Federazione Italiana canottaggio.

La raccolta fondi

La famiglia del campione ha deciso di aprire una raccolta fondi per la ricerca contro il cancro. I soldi raccolti andranno all’associazione Beat It Indoor Rowing, che sostieni progetti di beneficenza attraverso l’organizzazione e la promozione di eventi sportivi.

“Cari amiche e amici, in questo momento di dolore condiviso la famiglia di Pippo ha trovato la forza per continuare a lottare, perché come dice Nelson Mandela “Si vince o si impara”. Per questo ha espresso il desiderio di fare una raccolta fondi da destinare alla ricerca, perché bisogna aiutarsi l’un l’altro. La mamma di Pippo ci ha chiamato e chiesto di aiutarli nella raccolta, e noi chiaramente ci siamo resi subito disponibili. Potete donare tramite nostro iban: IT 89 L 08735 01600 0490 0049 0934, intestato a Beat It Indoor Rowing ONLUS (causale: libera donazione) o tramite PayPal andando alla pagina del nostro sito. Forza, anche a distanza, abbracciamo l’intera famiglia di Pippo contribuendo a questa loro volontà”.

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