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Omicidio a Como. Zoffili: “Mai più orrori simili”. Butti: “Accoglienza senza regole e controlli”

Zoffili e Butti parlano del fatto grave accaduto questa mattina a Como.

Omicidio a Como. Zoffili: “Mai più orrori simili”. Butti: “Accoglienza senza regole e controlli”
Como città, 15 Settembre 2020 ore 11:01

L’omicidio di questa mattina a Como continua a suscitare sgomento.

Il commento di Eugenio Zoffili

“Mai più orrori simili, rimpatriare con urgenza clandestini e potenziare agenti”. Questo l’appello di Eugenio Zoffili, deputato deputato comasco della Lega e Presidente del Comitato Bicamerale di controllo sull’attuazione dell’accordo di Schengen, di vigilanza sull’attività di Europol e di controllo e vigilanza in materia di immigrazione.

“Il brutale omicidio avvenuto questa mattina in piazza San Rocco ha sconvolto la nostra Como, ha ferito profondamente una città che necessita di risposte immediate e concrete da parte dello Stato. Questo è il momento della preghiera e del ricordo, per un martire che ha dedicato la sua vita e le sue energie all’aiuto degli ultimi, ma anche dell’azione. Mi unisco a tutti i comaschi nel ringraziamento a don Roberto per quanto ha fatto, e mi impegnerò ad onorare al meglio la sua memoria con iniziative concrete. Giovedi 24 settembre alle 14 ho convocato in audizione presso la bicamerale Schengen, Europol e immigrazione il Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese e in quella sede nell’ambito dell’indagine che sto portando avanti con il comitato parlamentare che presiedo sull’emergenza immigrazione in corso, le chiederò anche conto dei rimpatri, un’urgenza per tutto il nostro Paese ma in particolare per quelle zone che, come la provincia di Como, sono territori di confine. Gli sbarchi possono essere fermati, come ha dimostrato Matteo Salvini durante la sua permanenza al Viminale”.

Intervengono anche i colleghi della Lega Alessandra Locatelli e Nicola Molteni.

“A 20 anni di distanza dall’omicidio di don Renzo Beretta accoltellato per mano di un immigrato irregolare un altro tragico evento si abbatte su Como. L’uccisione di don Roberto è un atto di una atrocità e violenza inaudita e ingiusta, una tragedia che scuote tutta la comunità comasca – sottolinea il deputato canturino Molteni – Cordoglio e una preghiera per don Roberto, prete amato, disponibile e sempre al servizio della propria comunità, condanna ferma, senza se e senza ma e senza sconti per il criminale, un clandestino irregolare che andava espulso dal territorio nazionale e non coccolato e accolto! Basta ipocrisie, basta accoglienza generalizzata e senza regole, basta frontiere aperte e cancellazione dei decreti sicurezza. L’accoglienza a parole senza una vera integrazione fatta di lavoro, regole, diritti ma anche doveri e rispetto reciproco è ipocrisia pura e un danno per le comunità locali”.

“Un Clandestino ammazza Don Roberto, delirante e senza pietà stamattina alle 7 l’ha decapitato – scrive la deputata Locatelli – Questo è il frutto dell’immigrazione indiscriminata, questo è il frutto dell’accoglienza a tutti i costi. Conoscevo Don Roberto e so bene quanto volesse seminare bene e lavorare senza sosta, ma questo è un atto senza giustificazioni, di potente violenza che non possiamo tollerare. Che il Ministro Lamorgese venga a spiegarci come pensa di tutelare i cittadini comaschi e italiani dai clandestini che fa sbarcare ogni giorno e che anche quando devono essere espulsi restano qui”.

Duro anche Alessio Butti

Molto duro anche il commento del deputato comasco Alessio Butti, di Fratelli d’Italia: “Accoglienza senza regole e controlli. Accoglienza sulla quale molti sproloquiano senza conoscere. Accoglienza per la quale troppi uomini delle istituzioni si affidano alla “buona sorte” o alla proroga di decisioni importanti da assumere. Una preghiera per il sacerdote e qualche riflessione, spero senza pregiudizi di sorta…”.

Como ai Comaschi

Intervengono sul tema anche i rappresentanti di Como ai Comaschi che proprio nel 2017, erano scesi in piazza San Rocco a protestare contro il degrado della zona. Ecco il comunicato completo:

“La nostra attività in città, i nostri volantini, i nostri comunicati stampa, le nostre lettere al Prefetto Dott. Corda (alleghiamo foto) sono la testimonianza di chi ha vissuto e vive quotidianamente il degrado di questa immigrazione selvaggia a Como. Era il 05 settembre 2017, quando insieme ad un centinaio di residenti, donne ed anziani compresi, siamo scesi in piazza San Rocco ad urlare e chiedere sicurezza e basta degrado! Quella sera era tanta la paura negli occhi dei comaschi residenti, unita ad un nuovo sentimento di speranza grazie alla nostra attiva presenza che raccoglieva le loro richieste di aiuto. Noi di ComoaiComaschi da quel momento abbiamo iniziato una raccolta firme, oltre ad essere presenti sul territorio con passeggiate, volantinaggi, etc…atti a sensibilizzare l’opinione pubblica sul degrado immigrazione che nel quadrilatero: piazza San Rocco, via Milano, via Anzani, viale Giulio Cesare lentamente ed inesorabilmente aumentava giorno dopo giorno.

Siamo stati tacciati, e lo saremo anche oggi, di razzismo, intolleranza, istigazione all’odio, ma la realtà dei fatti è sotto gli occhi di tutti, cittadini, maggioranza, opposizione. che non hanno fatto alcunchè per risolvere il problema o per soddisfare le nostre richieste di sicurezza. Le uniche risposte partorite dalle istituzioni e dalla classe politica comasca per risolvere il degrado in piazza San Rocco sono state la rimozione di alcune panchine ed il taglio di un paio di alberi!!! Il degrado ovviamente è rimasto, anzi…

In questi ultimi anni abbiamo letto settimanalmente di risse, bottigliate, spaccio, molestie, etc… da parte degli immigrati verso i residenti in zona, ed anche durante il lockdown covid, come testimoniato dal nostro comunicato stampa del 28 marzo 2020, sono state tante le segnalazioni a noi fatte dai residenti disperati ed abbandonati per aggressioni ed insulti ricevuti tra le vie deserte di quei giorni.
Certo, partecipiamo fortemente al cordoglio per commemorare Don Roberto Malgesini, aggiungendo però che quella mortale coltellata poteva capitare ad ognuno di noi e che purtroppo altre ce ne saranno, se non verranno attuate misure straordinarie per il mantenimento dell’ordine pubblico per la nostra sicurezza in quella zona ad altissimo rischio (sono 3 anni che lo diciamo!!!).

Quindi, chiedevamo e chiediamo risposte concrete come la presenza massiccia di forze dell’ordine in tutto il quadrilatero!
Il tempo delle giustificazioni (se un uomo bianco uccide un immigrato è razzista, se un immigrato uccide un uomo bianco ha problemi psichici) è finito!!!

Torneremo presto in piazza San Rocco!”

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