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Polemiche sui costi delle mascherine. Federfarma Como: "Farmacisti vittime della speculazione ma nessuna violazione"

Il presidente Marcantonio: "Nessun aiuto dallo Stato, perché l'Iva su questi dispositivi è rimasta al 22%?"

Polemiche sui costi delle mascherine. Federfarma Como: "Farmacisti vittime della speculazione ma nessuna violazione"
Cronaca Como città, 10 Aprile 2020 ore 09:25

Con l'obbligo prescritto da Regione Lombardia a indossare la mascherina (o in alternativa coprire il volto con un foulard o una sciarpa) si è accentuato il problema non solo del reperimento di questi strumenti di protezione individuale dal Covid-19 ma anche del loro costo.

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La posizione di Federfarma Como

Non sono mancate in questi giorni le segnalazioni - scontrini alla mano - di costi ritenuti elevati per qualsiasi tipo di mascherina: chirurgica, lavabile, FFP2. Sul tema è quindi intervenuto per una difesa dei titolari di farmacie il presidente di Federfarma Como, Attilio Marcantonio.

"In questa polemica sembra che i prezzi folli delle mascherine siano imposti dalle farmacie che invece subiscono, come i cittadini, questi perversi meccanismi della domanda e dell’offerta - spiega il presidente - Non nego che, purtroppo, alcuni di noi avranno ceduto mascherine chirurgiche a prezzi eccessivi, ma acquistate, a loro volta, a prezzi esorbitanti e speculativi da parte degli intermediari".

Quindi aggiunge: "Gli agenti della Guardia di Finanza e i Carabinieri del NAS in questo ultimo mese hanno battuto a tappeto le farmacie controllando fatture di acquisto e prezzi di vendita e non risulta abbiano contestato alcunché, come dimostrano i verbali redatti in quelle occasioni".

E spiega: "Com'è giusto far sapere, Federfarma non può intervenire consigliando prezzi di vendita per non incorrere negli strali dell'Anti-trust, tuttavia ai numerosi colleghi che chiedevano quale comportamento tenere è stato consigliato unicamente di non perderci, in termini economici".

Controlli continui e la mancanza di supporto dello Stato

"È bene sottolineare che, sempre più colleghi della nostra provincia, si ammalano più o meno gravemente, ci siamo dovuti calare in questa drammatica realtà senza gli adeguati mezzi di protezione chiesti invano alle Autorità e ci siamo dovuti arrangiare - spiega il presidente Marcantonio - In più siamo sottoposti continuamente a controlli dalle Forze dell’ordine e adesso anche additati da politici locali o nazionali che spesso e volentieri parlano senza cognizione di causa e irresponsabilmente".

"Stretti nella morsa dei fornitori, spesso sconosciuti, che proponevano materiale a prezzi molto alti (a inizio emergenza il prezzo delle chirurgiche variava tra 1,60/2,00 + IVA a noi) e che il più delle volte chiedevano pagamenti in anticipo o in contrassegno senza poter valutare la merce, abbiamo uno Stato che di certo non aiuta - sottolinea Marcantonio - Noi chiediamo perché l'IVA sulle mascherine non è stata portata al 4% dall'attuale 22%? Per 1600 mascherine importate dalla Cina sono stati pagati più di 1100€ di diritti doganali".

Quindi il presidente conclude: "Per acquisti poco avveduti di alcuni non si può accusare un'intera categoria che compie, con la consueta solerzia, il proprio lavoro vicino alla gente che soffre e ci auguriamo non debba, anche nella nostra provincia, pagare in termini di vite umane il periodo che stiamo vivendo".

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