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Quel “no” corale alla commemorazione per Mussolini. Proietto (Anpi): “Non ci fermeremo, ne va della nostra dignità”

Un'interrogazione al Ministro Lamorgese e la segnalazione a Crimi ma nessuna risposta dalla Prefettura.

Quel “no” corale alla commemorazione per Mussolini. Proietto (Anpi): “Non ci fermeremo, ne va della nostra dignità”
Como città, 24 Luglio 2020 ore 14:44

E’ un “no” forte e corale quello alla commemorazione che anche quest’anno, seppur con qualche mese di ritardo per via del Covid, verrà fatta in onore di Benito Mussolini là dove venne preso dai partigiani, tra Dongo e Giulino di Mezzegra. A dirlo sono moltissime realtà, per la prima volta insieme: Anpi, Istituto di storia contemporanea P.A. Perretta, Arci provinciale, Acli, Como senza frontiere, Associazione Lissi, Associazione Italia-Cuba, Soci Coop Lombardia, Osservatorio Democratico delle Nuove Destre, Articolo Uno, Movimento 5 Stelle, Pd, Prc, Sinistra Italiana, Cgil, Cisl e Uil.

Quel “no” corale alla commemorazione per Mussolini

L’appuntamento organizzato come di consueto dall’associazione culturale Mario Niccolini è per domenica 26 luglio prima per il “presente” ai gerarchi fascisti fucilati e poi per il Duce. “Abbiamo scritto e consegnato alle autorità una lettera per chiedere che non venga permessa perché viola la Costituzione e le leggi – ha esordito il presidente provinciale di Anpi Antonio Proietto – La Costituzione è antifascista e vieta di fare apologia del fascismo. A oggi purtroppo non abbiamo ricevuto nessuna risposta. Per la prima volta abbiamo deciso di coinvolgere anche il Procuratore perché troppe volte nei tribunali vengono archiviate questo tipo di denunce”.

“Noi chiediamo solo che vengano rispettate le leggi – prosegue Proietto – Non abbiamo intenzione di fare contromanifestazioni ma vogliamo lavorare con le istituzioni. Solo se non avremo risposte, ci ritroveremo. Non ci fermeremo, ne va della nostra dignità, loro calpestano la Costituzione e gli italiani”.

Sindacati uniti

Compatte le sigle sindacali con la presenza, in conferenza stampa, di Umberto Colombo (Cgil), Caterina Valsecchi (Cisl) e Giuseppe Corvaglia (Uil). Colombo ha sottolineato l’importanza di “continuare e rinnovare il dialogo con le giovani generazioni nelle scuole” mentre Valsecchi aggiunge che “durante il fascismo si faceva credere che il lavoro veniva aiutato e sostenuto. Affermazioni false: la disoccupazione cresceva in quel periodo, erano aumentati gli infortuni sul lavoro e veniva sfruttata la manodopera minorile”. Corvaglia ha sottolineato invece “che è legittimo commemorare i defunti ma qualcuno si sta appropriando di quel territorio per rievocare quelle figure. Invece l’alto lago è simbolo della fine del fascismo”.

Le segnalazioni al Governo

Tra le forze politiche la deputata comasca Chiara Braga ha spiegato: “Ho presentato un’interrogazione al ministro dell’Interno Lamorgese per sollecitare l’attenzione del Governo rispetto a celebrazioni di questa natura che tentano di riabilitare in maniera inaccettabile il fascismo e di oscurare le vicende drammatiche che hanno segnato anche il nostro territorio”.

Dal canto suo invece il consigliere comunale Fabio Aleotti del M5s ha spiegato di aver “interessato dell’argomento il viceministro dell’Interno Vito Crimi” e ha quindi aggiunto: “Il nostro movimento è per la legalità e la difesa della Costituzione e in questa manifestazione non vediamo una commemorazione ai defunti bensì l’esaltazione del fascismo. E’ un riecheggiare un triste passato che può portare a false ricostruzioni storiche nelle menti dei più giovani che non hanno avuto occasione di ascoltare le testimonianze di chi lo ha vissuto”.

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