la denuncia

Senzatetto a San Francesco, Cominciamo da Como: “Hanno lasciato farmaci scaduti sotto i portici, un giovane li ha assunti”

Un membro dell'associazione passava in zona e ha visto il ragazzo in stato confusionale. Così ha chiamato i soccorsi.

Senzatetto a San Francesco, Cominciamo da Como: “Hanno lasciato farmaci scaduti sotto i portici, un giovane li ha assunti”
Como città, 15 Agosto 2020 ore 10:31

Ancora una volta, nella tardo pomeriggio di ieri, venerdì 14 agosto 2020, un’ambulanza è arrivata nella zona dei portici dell’ex chiesa San Francesco in Largo Spallino a Como dove da tempo dormono e vivono i senzatetto che si trovano in città. Una situazione di degrado e disperazione che è apparsa ancora una volta ieri in tutta la sua forza.

Secondo quanto raccontato dall’associazione Cominciamo da Como, un loro membro passando di lì ha visto un giovane senza fissa dimora in difficoltà, visibilmente in stato alterato. Da quanto raccontato, aveva assunto dei farmaci scaduti che qualcuno aveva lasciato in un sacco nero pieno di spazzatura sotto San Francesco. Il ragazzo è stato poi accompagnato dalla Cri di Como in ospedale al Valduce per accertamenti.

Senzatetto a San Francesco, Cominciamo da Como denuncia l’episodio

Ecco il racconto completo di Cominciamo da Como.

Oggi pomeriggio, verso le 17.45, percorrendo via Mentana in direzione Largo Spallino, una di noi ha notato un ragazzo sdraiato per terra con le gambe sul marciapiede e il corpo sulla strada, in corrispondenza dei portici dell’ex chiesa di San Francesco.

Nessuna delle macchine che gli sono passate accanto si è fermata per prestargli soccorso, limitandosi a girargli attorno. Le persone che camminavano per la via hanno avuto tutte lo stesso atteggiamento.

La ragazza gli ha prestato aiuto, ma nessuno le ha dato una mano.

Il ragazzo in questione si chiama M., ha solo 20 anni, dal 2016 è senza fissa dimora e attualmente dorme a San Francesco. È apparso immediatamente chiaro che M. era in stato confusionale, perdeva l’equilibrio e non riusciva a controllare i movimenti: subito ha raccontato di aver assunto alcune pastiglie di psicofarmaci e di aver bevuto anche dell’alcol.

In poco tempo altri di noi sono accorsi e insieme ci siamo accorti della presenza di due sacchi neri, sotto i portici, svuotati del loro contenuto: si trattava di spazzatura (flaconi di detersivo vuoti, vecchie fotografie, elettrodomestici rotti e diverse confezioni di medicinali scaduti che M. ha assunto). Ci è stato riferito che, verso le 14, un uomo aveva depositato questi due sacchi sotto i portici di San Francesco.

Sembra incredibile ma, alla luce di questi fatti, dobbiamo ricordare che i portici dell’ex chiesa di San Francesco non sono una discarica. Solo due giorni fa qualcuno ha depositato sul posto un materasso bagnato e ammuffito; il mese scorso abbiamo trovato un sacco pieno di scarpe spaiate e inutilizzabili. Anche volendo presupporre le buone intenzioni di chi pensa che qualsiasi cosa possa essere d’aiuto a chi non ha nulla, è chiaro che queste persone non traggono nessun beneficio dalla spazzatura altrui.

Chi conosce M. sa che è un ragazzo molto sveglio, ma sicuramente provato da anni di vita in strada. È preoccupante il fatto che ci abbia detto con molta lucidità di aver assunto questi medicinali scaduti perché non sopporta più di vivere in questo modo.

Occorre rendersi conto che marginalizzare queste persone, oltre che essere inaccettabile, è pericoloso per l’incolumità di chiunque. Quando una persona si trova a vivere in condizioni disperate che portano all’esasperazione le conseguenze delle sue azioni diventano imprevedibili.

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