il racconto

I commercianti di Cernobbio si raccontano: pronti alla riapertura ma i costi saranno alti

La tabaccheria ha chiuso per la tutela dei sui clienti. La parrucchiera si sta già organizzando per sanificazione e dispositivi. La merceria e K2o Sport non sanno come potrà essere il futuro.

I commercianti di Cernobbio si raccontano: pronti alla riapertura ma i costi saranno alti
Lago, 01 Maggio 2020 ore 11:07

Come hanno affrontato i commercianti e lavoratori la quarantena? Le regole imposte sulla propria attività sono giuste o meno? Come sarà la ripartenza? Queste sono solo alcune delle domande che in molti si stanno ponendo in questi giorni in cui si parla di ripartenza e fase 2. Certamente per alcuni titolari di attività questo periodo non è stato semplice e la riapertura sembra ancora un sogno. Abbiamo intervistato alcuni commercianti di Cernobbio per sentire la loro esperienza.

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La tabaccheria: “Chiusi per tutelare la salute di tutti”

Molti hanno preferito chiudere momentaneamente la propria attività, ancor prima del decreto. Come nel caso della  Tabaccheria Della Torre, gestito dalla titolare Monica Della Torre.

“La tabaccheria era una di quelle attività che potevano tenere aperto, perché necessaria ma io non l’ho ritenuta tale. Se restavo aperta la gente si sarebbe sentita autorizzata ad uscire. Fortunatamente all’esterno ho il distributore di sigarette – considerate bene necessario – e quindi i clienti che ne avevano bisogno potevano acquistarle così; ho ritenuto opportuno chiudere il negozio per tutelare la salute mia, della mia famiglia e dei clienti”.

Come si sta attrezzando in vista della riapertura?

“Io riapro lunedì (4 maggio 2020)  visto che è stato permesso a tanti altri di riaprire però non potrò vendere alcuni articoli perché quelli non sono ritenuti ancora beni da vendere, fogli di carta, etc. Ho comunque comprato tutto il necessario per tutelare clienti e chi lavora con me, dal dispenser igienico al gel lavamani e guanti per i clienti. Ho messo i cartelli in terra e fuori dal negozio. Disinfetterò con alcool e gel disinfettante il bancone, le maniglie e tutte le superfici comuni.

Quante persone potranno entrare nel suo negozio?

“In base alla metratura, nel mio negozio potranno entrare due persone alla volta”.

La merceria: grande preoccupazione per il dopo

Fa eco alla tabaccheria Della Torre, anche la storica merceria “Gianni e Chicca” in via Cinque Giornate a Cernobbio della titolare Liana Tambani, che ha chiuso prima del decreto.

Liana Tambani con la mamma

“Come rete di commercianti della via Cinque Giornate e via Matteotti, ci siamo sentiti e viste le notizie che circolavano e anche le persone che ancora giravano abbiamo deciso di chiudere. Io personalmente ho deciso di abbassare la serranda anche dopo un episodio: era un martedì mattina e una signora di 90anni è entrata insieme alla figlia – Liana – Le ho chiesto come mai fosse in giro a quell’età e soprattutto cosa dovesse comprare nel mio negozio che non è una farmacia o un alimentari, quindi ‘necessario’. Ho invitato la signora a tornare a casa e non l’ho servita. Pensavo che la chiusura sarebbe durata quindici-venti giorni ma così non è stato”.

La riapertura idealmente è al 18 maggio 2020, in base alla curva del contagio, anche se Liana immaginava di poter riaprire il 4 maggio.

“Pensavo una riapertura in generale, con delle necessarie limitazioni. Poi ognuno sul territorio vede e studia l’andamento. Capisco anche che il fatto di non avere alcuni servizi in certi paesi, possa invitare le persone a muoversi e spostarsi. Prima o poi però dobbiamo uscire e affrontare questa situazione”.

Riesce a immaginare la riapertura?

“Ho i miei dubbi. Il mio è un lavoro di contatto umano, per cui già il fatto di non poter far entrare più di due persone mi rattrista dal punto di vista umano. Da quello economico si riapre ma non si sa che situazione si troverà; questo virus ha devastato tante famiglie e persone, che avranno la stessa capacità d’acquisto? Non è una riapertura solo emotiva ed economica ma anche di preoccupazione, per te stessa ma soprattutto per il tessuto sociale del nostro territorio”.

Lei ha una propria attività con tante spese. Ha avuto un aiuto?

“Nonostante il decreto del Governo in cui veniva bloccato il pagamento dell’IVA, questo è avvenuto troppo tardi; ogni 30 del mese abbiamo il pagamento dell’affitto. Il bonus di 600 euro è arrivato il 20 aprile ma capisce che come è arrivato è passato. Oltre alle spese, si deve anche mangiare. Per la riapertura dobbiamo attrezzarci e queste sono altre spese; almeno per questo tipo di spesa, mi auguro che il Governo metta una piccola agevolazione perché sono acquisti “obbligati” per la tutela nostra e degli altri. Mi auguro vengano almeno agevolate al 4% come un presidio medico chirurgico. Devono aiutarci”.

Un settore particolarmente a rischio: il turismo

C’è chi invece deve attendere ancora prima di poter riaprire e che soprattutto si chiede come sarà la riapertura visto che opera in uno dei settori maggiormente colpiti: il turismo. E’ il caso di Fabio Algarotti, titolare di due attività: del negozio “K2o Sport” di articoli sportivi che riguardano il mondo dell’outdoor e un tour operator “Mountain Bike Como Tours” che organizza e porta turisti a fare escursioni in bici sul nostro territorio.

Fabio Algarotti

Nel suo caso la riapertura è prevista per il 18 maggio 2020 con però tanti dubbi. “Il negozio è chiuso da metà febbraio e non c’è un incasso né clienti. Non so però quando riaprirò perché anche se l’apertura è prevista per il 18 maggio 2020, dipende molto dalla curva dei contagi. Se tra una settimana il numero dei contagi sarà nuovamente in aumento, chiuderanno tutto”.

Fabio però si pone un’altra domanda, più specifica alla sua attività: “Se dovessi riaprire, come ovviamente mi auguro, quale sarà il cliente interessato ad entrare in un negozio tecnico?” si chiede il titolare.

Nel suo caso c’è anche una doppia preoccupazione perché la sua seconda attività è strettamente legata al turismo. Come pensa si evolverà la situazione?

“Io sono una guida nazionale a tempo pieno. Purtroppo ora non ci sono turisti negli hotel, che ovviamente sono chiusi, e la domanda che mi faccio è se un ipotetico turista verrà in vacanza ci sarà la possibilità per legge di portare i turisti in questo modo? Prima del virus, molti erano i turisti stranieri e non che chiedevano questo tipo di servizio e generalmente i gruppi sono composti da 4 a 10 persone. Ovviamente mantenere la distanza di sicurezza in caso di foratura o per dare indicazioni è dura. Sinceramente per quanto mi riguarda vedo questa situazione grigia”.

Escursione in bici

Ha ricevuto il bonus di 600 euro? Ritiene che il Governo si sia mosso bene?

“Io devo essere sincero, a me fortunatamente il bonus è arrivato due giorni dopo la richiesta. Penso che non bisogna criticare perché credo che nessuno sarebbe in grado affrontare una situazione simile. Dobbiamo quindi cercare di apprezzare gli sforzi fatti. Poi bisogna anche capire se il bonus dato sia sufficiente e non penso lo sia perché le spese sono tante, anche se non si lavora”.

Come sta organizzando la riapertura del negozio? 

“Mi sto organizzando per far entrare due clienti alla volta perché il negozio è grande; essendo un negozio al dettaglio e tecnico non posso giocare sulla distanza col cliente per spiegargli come utilizzare un moschettone. Se vuole provare una giacca non è un problema ma già diversa una bicicletta. La vicinanza ovviamente c’è. Utilizzerò le precauzioni del caso ma quello che mi preoccupa di più è il prima: l’avere il cliente in negozio sarà già un miracolo”.

La riapertura dei parrucchieri

Come annunciato nell’ultimo decreto, i parrucchieri ed estetisti hanno come data di riapertura il 1 giugno 2020. Ovviamente bisogna rispettare determinate norme per continuare a tutelare la salute del personale e dei clienti. Samantha Mattaliano, titolare del salone Samantha’S Studio di Cernobbio ci racconta come sarà la sua riapertura.

Salone di Samantha Mattaliano

Come pensa sarà la riapertura? Ritiene che sia corretto attendere il 1 giugno? 

“Ritengo che questo decreto sia giusto, per quanto mi riguarda. Se questa cosa è stata decisa un motivo ci sarà. Non voglio certamente mettere a rischio la mia salute, quella dei miei figli, le mie clienti e la ragazza che mi aiuta in salone. La riapertura sarà lenta; è inutile che spingiamo per riaprire se poi i casi risalgono e dobbiamo richiudere. La salute è una e se mi ammalo poi cosa faccio? Andiamo piano per non doverci fermare”.

Ritiene che lo Stato le sia stato accanto?

“A me il bonus di 600 euro deve ancora arrivare e non so quando arriverà. Le spese che dobbiamo affrontare – dai prodotti necessari alla sanificazione a quelli extra che ci permettono di lavorare come nel mio caso macchinari per ridurre il tempo di posa del colore – sono tante. Se bloccassero alcune spese per questo periodo, forse sarebbe diverso. Non chiedo di certo che lo Stato ci mantenga per anni, ma almeno in questo periodo in cui siamo impossibilitati a lavorare, serve un sostegno”.

Come si sta attrezzando per ri-accogliere le sue clienti?

“Alcuni giorni prima dell’ultimo decreto del Governo, pensando di riaprire l’11 maggio 2020, ho iniziato ad attivarmi, contattando una ditta per la sanificazione di tutto il salone. Sto preparando un kit, contenente mascherina e guanti, da distribuire a tutte le mie clienti, sia nel caso ne siano sprovviste, sia nel caso le abbiano già. Tra le clienti ci sono anche persone anziane e ho pensato di distribuire un kit con il minimo indispensabile per tutelare la loro salute”.

Per la tinta e le lavorazioni lunghe come si farà?

“Se realmente su 40mq può lavorare una sola persona, essendo il mio salone di questa metratura, potrò iniziare a lavorare solo io e la ragazza che mi aiuta dovrò tenerla a casa. Ho suddiviso il negozio per avere due metri tra una cliente e l’altra; in questo modo avrei un posto in una stanza e un altro nell’altra. Il colore l’ho sistemato in fondo alla stanza e ho posizionato un macchinario che diffonde calore e che riduce almeno della metà il tempo di posa. Sto cercando anche delle ditte, che esistono da anni e che sono testate e sicure, che producano colori rapidi e più veloci. In questo modo la cliente – che già nel mio salone si fermava poco perché cerco di essere rapida – riduce il tempo di permanenza”.

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