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Il deserto alla caserma De Cristoforis, le bandiere in piazza Cavour. Fanetti: “Festa della Repubblica svuotata di senso di unità”

Durante il suo intervento: "Per quale paradosso le istituzioni abbandonando la scena e lasciano il posto ai partiti della retorica divisiva?"

Il deserto alla caserma De Cristoforis, le bandiere in piazza Cavour. Fanetti: “Festa della Repubblica svuotata di senso di unità”
Como città, 03 Giugno 2020 ore 21:34

E’ perentorio il consigliere comunale del Partito Democratico Stefano Fanetti che questa sera, 3 giugno, in aula a Palazzo Cernezzi ha manifestato la propria indignazione rispetto alle celebrazioni comasche della Festa della Repubblica. Non è piaciuta al consigliere comasco la scelta di una cerimonia riservatissima tra le istituzioni a fronte di una manifestazione di piazza del centrodestra.

Fanetti: “Festa della Repubblica è stata svuotata di senso di unità”

L’intervento in consiglio comunale del consigliere Fanetti.

“‘Dico che la scelta di Salvini, Meloni e Tajani di fare la manifestazione proprio il 2 giugno è un’enorme idiozia (comunicativa). Oggi il giorno sbagliato perché si ricordano i valori identitari di Nazione che vengono prima dei partiti e sono patrimonio di tutti’.

A scriverlo non è un uomo di sinistra ma Sergio Gaddi, politico di centrodestra noto a tutti in quest’aula, e non posso essere d’accordo con lui anche alla luce di quanto accaduto a Como questo 2 giugno.

Alla caserma De Cristoforis si sono ritrovate le autorità per una celebrazione quasi privata, senza la stampa e senza i rappresentanti delle parti politiche. Un evento connotato dall’ennesimo svarione comunicativo di questa amministrazione. Né per il presidente del consiglio comunale né per i consiglieri comunali (forze di minoranza comprese ovviamente) c’è stata la cortesia istituzionale di comunicare lo svolgersi dell’evento pur nella sua modalità ristretta e non aperta.

Piazza Cavour invece, dove in un passato anche recente si sono svolte le cerimonie ufficiali per il 2 giugno, è stata concessa ai partiti di un solo colore politico: Lega e Fratelli d’Italia, meno Forza Italia che nonostante una timida partecipazione a livello nazionale, a Como si è fortunatamente sottratta a questa sceneggiata.

In piazza Cavour la Festa della Repubblica è stata svuotata di senso di unità e vicinanza e il tricolore è stato ridotto a un semplice oggetto di scena per una campagna elettorale permanente. Qui abbiamo visto un consigliere del Comune di Como, presente oggi, indossare una cameratesca uniforme pivert, marchio collegato alla formazione neofascista Casapound.

Meno forkloristico è il fatto che metà maggioranza fosse presente, a confermare che questa amministrazione non rappresenta tutti i comaschi.

Per quale paradosso le istituzioni abbandonando la scena e lasciano il posto ai partiti della retorica divisiva? Per quale cortocircuito si bandisce la stampa (in un primo momento invitata) da una manifestazione sicura (dati i numeri ridotti e l’ampio spazio in cui si è svolta), lasciando la città senza le immagini dei propri riferimenti istituzionali?

Perché promuovere una manifestazione in piazza che ha mandato un messaggio molto pericoloso vista l’emergenza sanitaria? Era l’occasione di dare un messaggio importante a Como e ai comaschi, in un momento di gravissima incertezza. E invece si è preferito privilegiare le divisioni e le fratture politiche.

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