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La riflessione di Civitas: "Richiesta di documenti, minaccia di sanzione e sfollagente: la Guardia Nazionale non può farlo"

Contestato da un esponente del movimento il comportamento di un volontario all'interno del Parco Spina Verde.

La riflessione di Civitas: "Richiesta di documenti, minaccia di sanzione e sfollagente: la Guardia Nazionale non può farlo"
Politica Como città, 05 Febbraio 2021 ore 14:30

Quali i compiti e i limiti entro la quale deve operare la cosiddetta Guardia Nazionale, associazione di volontariato che opera anche sul territorio comasco? La riflessione, che riportiamo di seguito integralmente, è di Giorgio Livio, esponente del gruppo consigliare Civitas Progetto Città di Como.

La riflessione di Civitas

L'analisi di Giorgio Livio dopo un episodio che gli è stato segnalato all'interno del Parco Spina Verde.

Una domenica di gennaio, un cittadino si trovava all’interno del Parco Regionale della Spina Verde presso la Baita Baradello quando un esponente di “Guardia Nazionale” lo invitava a tenere il cane al guinzaglio. Il cittadino rassicurava la Guardia dicendo che il piccolo cane del peso di 6 kg era innocuo e addestrato a restare coi padroni; a quel punto la Guardia con fare solenne gli minacciava una contravvenzione perché all’interno del Parco i cani devono stare al guinzaglio.

Da ciò scaturiva un confronto dialettico; alla richiesta del cittadino in base a quale titolo potesse minacciare di comminare sanzioni, la Guardia esibiva un distintivo e un tesserino di appartenenza a “Guardia Nazionale – Corpo Provinciale di Como”, dicendo di non poter portarsi dietro la convenzione col Parco; chiedeva di esibire i documenti e minacciava di comminare anche una sanzione per resistenza a Pubblico Ufficiale e di chiamare i Carabinieri. Il cittadino, legato il cane, rispondeva alla Guardia che avrebbe lui stesso chiamato i Carabinieri per accertare se avesse la qualifica di Pubblico Ufficiale, se fosse legittimato a girare con uno sfollagente alla cintura e se avesse titolo per chiedere i documenti, minacciare e comminare sanzioni. A questo punto il confronto si esauriva e il cittadino proseguiva nella sua passeggiata.

Da questa che potrebbe apparire come una favola sorgono alcuni interrogativi. Può la Guardia Nazionale richiedere i documenti a un cittadino perché “reo” di non avere al guinzaglio un cagnolino di sei chili di peso? Può intimare e irrogare sanzioni? È giustificabile che il volontario sia munito di un manganello come fosse un Bobbie?

La Guardia Nazionale, il nome è già tutto un programma che evoca corpi di polizia dei regimi, è una Onlus di volontari che, ai sensi del proprio statuto, ha poteri, compiti e finalità così ampi e numerosi che, forse, neppure i corpi istituzionali hanno; è sufficiente leggere l’articolo 3 del loro statuto. Senza voler sminuire l’Associazione, nel caso del mio amico, la zelante Guardia ha sicuramente ecceduto nel manifestare la propria autorità andando oltre i compiti derivanti dalla convenzione stipulata con l’Ente Parco Spina Verde. L’articolo 3 della convenzione prevede che la Guardia Nazionale “segnali agli Uffici del Parco eventuali infrazioni e abusi da parte degli utenti” e tale attività “è svolta in forma subordinata agli Uffici preposti”.

Da ciò deriva che la Guardia Nazionale non ha alcun potere di richiedere i documenti ai cittadini e tanto più non può intimare sanzioni di qualsiasi natura non essendo Pubblico Ufficiale ma può solo “segnalare eventuali infrazioni”. Vi è altresì da chiedersi se i volontari della Guardia Nazionale siano Guardie Giurate. Certamente no, diversamente dovrebbe risultare dallo Statuto ovvero da autorizzazioni Prefettizie; quindi in forza di quale titolo sono muniti di manganello? Ritengo, che non essendo Guardie Giurate, non abbiano alcun titolo per “girare” muniti di arma impropria.

Proprio per evitare che le collaborazioni tra enti pubblici e Onlus, come la Guardia Nazionale, possano andare oltre i limiti posti dall’ordinamento sostituendo la disciplina legale con quella prodotta da atti amministrativi, il Ministero dell’Interno, in data 28.6.2017, ha diramato alle Prefetture e alle Questure una nota/circolare in cui si precisa che le Amministrazioni Pubbliche non possono, con propri atti, conferire ad Associazioni di volontariato, e per esse ai loro volontari, potestà di accertamento e sanzionatorie nei confronti di terzi concretando, diversamente, la fattispecie di indebito esercizio di funzioni pubbliche in assenza di legittima investitura; la nota precisa altresì che “è precluso agli Enti Territoriali di avvalersi nell’esercizio di funzioni di Polizia Locale della collaborazione, anche occasionale, di guardie volontarie”.

La Guardia Nazionale non è quindi legittimata a compiere atti, ad assumere comportamenti e munirsi di dotazioni di Polizia essendo il suo ruolo limitato e circoscritto alla semplice vigilanza senza alcun altro potere se non quello di segnalare eventuali abusi. Vi è da augurarsi che eccessi da divisa, come quello segnalato, non si ripetano e che la Guardia Nazionale svolga la sua funzione di formazione di volontari nel solco delle norme che disciplinano il nostro ordinamento.

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