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Sanità lombarda, Orsenigo (Pd): "Regione pronta a cambiare sulla base delle nostre proposte"

Orsenigo ricorda però che molto c'è da fare, soprattutto in provincia di Como: Ats Insubria, Menaggio, via Napoleona.

Sanità lombarda, Orsenigo (Pd): "Regione pronta a cambiare sulla base delle nostre proposte"
Politica Como città, 23 Maggio 2021 ore 10:30

Il consigliere regionale comasco del Partito Democratico, Angelo Orsenigo, interviene sul tema della sanità lombarda dopo l'annuncio da parte di Regione di essere pronta a mettere mano alla Legge Maroni.

Sanità lombarda, Orsenigo (Pd): "Regione pronta a cambiare sulla base delle nostre proposte"

Il suo intervento:

"In questi giorni i vertici di Regione Lombardia hanno comunicato di essere pronti a mettere mano alla legge 23/2015 che ha introdotto la riforma della sanità lombarda voluta dall'allora Presidente Maroni. Fa piacere vedere che la spina dorsale della possibile nuova sanità lombarda sia costituita da spunti che il Partito Democratico ha sollevato negli scorsi cinque anni, ben prima dell'emergenza Covid.

Mi riferisco alla riattivazione del vecchio Ospedale Sant’Anna (che io stesso ho sollecitato durante la prima violenta ondata Covid), alla necessaria valorizzazione dei medici di base il cui numero è troppo esiguo per servire tutta la popolazione della nostra provincia, all’aumento del numero dei posti letto negli ospedali comaschi che deve essere riequilibrato rispetto al resto della regione (come già ho chiesto con un mio ordine del giorno approvato nel novembre del 2018), alla revisione dell’assetto di Ats Insubria sbilanciato a favore di Varese e, in generale, all’intenzione di ristabilire armonia nel rapporto tra ospedale e territorio.

Lo diciamo da tempo: questi sono i punti fondamentali che ci permetteranno di passare da un sistema sanitario “ospedalocentrico”, più adatto a grandi realtà metropolitane che ai territori, a un servizio sanitario che rimetta al centro le persone come priorità assoluta.

Rimangono però alcuni nodi scoperti. Prima di tutto non possiamo pensare che i 40 posti letto recuperabili al vecchio Sant’Anna: potremo fare la differenza solo quando in via Napoleona saranno resi operativi non meno di cento posti. C’è poi l’urgenza di dare rapidamente corso ad una revisione complessiva dell'accordo di programma che porti in tempi certi alla reale creazione della Cittadella della Salute, garantendo i finanziamenti necessari. C'è da rivedere l’accordo di programma relativo all’Ospedale Sant’Anna di San Fermo: qui i pazienti comaschi pagano a caro prezzo la possibilità di parcheggiare prima di una visita o un ricovero. Gli utili milionari del parcheggio potrebbero poi finanziare il potenziamento della sanità comasca a beneficio della comunità ma per ora rimangono saldamente nelle casse del Comune di San Fermo. Inoltre c'è la necessità di trovare un nuovo ruolo per l’Ospedale di Menaggio, unico presidio pubblico del centro lago, che durante la campagna vaccinale anti-Covid ha dimostrato di essere una risorsa preziosa per il territorio.

È positivo che Regione Lombardia si sia finalmente resa conto della necessità di un cambiamento reale ma la nuova sanità lombarda non può essere un prodotto realizzato a tavolino. Non possiamo prescindere da una collaborazione tra amministrazione regionale e amministratori locali, sindacati, medici di base e territorio. La Regione deve uscire dal palazzo, incontrare le comunità e ascoltarne i bisogni. Il contributo positivo dell’“opposizione” continuerà ad essere costante, puntuale e positivo - come lo è stato fino a ora - per il bene di tutti i comaschi e di tutti i lombardi".

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