Una vetrina sfondata nel cuore della notte e, la mattina successiva, la conta dei danni. È una situazione con cui diversi commercianti del Comasco hanno dovuto fare i conti e che, in alcuni casi, può ripetersi anche a distanza di poche settimane.
Episodi di questo tipo spingono sempre più attività a interrogarsi su come proteggere meglio negozi e locali. Anche la videosorveglianza, nel frattempo, è cambiata: alle tradizionali telecamere si sono affiancati sistemi connessi alla rete, controllo da remoto e funzioni di analisi automatica delle immagini. Prima di installarli, però, è necessario conoscere anche gli obblighi previsti dalla normativa sulla privacy.
Cosa raccontano i numeri sulla sicurezza dei negozi
Secondo un’indagine realizzata da Confcommercio insieme a Format Research, nel 2025 il 29% delle imprese del terziario di mercato ha riscontrato un peggioramento dei livelli di sicurezza. Il 26% degli imprenditori segnala in particolare un aumento dei furti, mentre il 24,1% indica una crescita di vandalismi e spaccate.
Di fronte a questi rischi, quasi nove imprese su dieci (87,3%) hanno già investito in misure di protezione e il 74% ha scelto di dotarsi di sistemi di videosorveglianza.
Tra i problemi più diffusi resta anche il taccheggio, che interessa il 62,3% delle imprese del commercio e genera perdite stimate in 5,4 miliardi di euro per negozi e pubblici esercizi. Per quasi un’impresa commerciale su tre (31,6%), il fenomeno ha un’incidenza significativa sui ricavi.
Come cambia la videosorveglianza nelle attività commerciali
Per anni, nei negozi le telecamere sono servite soprattutto a ricostruire quanto accaduto dopo un furto o un altro episodio criminoso. I sistemi più recenti, invece, possono svolgere anche una funzione di controllo in tempo reale.
Molti impianti utilizzano oggi telecamere di sicurezza IP collegate alla rete, che consentono di visualizzare le immagini anche da remoto, per esempio tramite smartphone. Alcuni sistemi integrano inoltre funzioni di analisi video basate sull’intelligenza artificiale, in grado di distinguere, per esempio, la presenza di una persona da quella di un veicolo e di inviare una segnalazione quando viene rilevato un movimento in determinate aree o fuori dagli orari di apertura.
Per le zone maggiormente esposte, come ingressi e vetrine, sono disponibili anche telecamere progettate per resistere a urti e tentativi di manomissione. Le soluzioni basate sul cloud permettono invece di gestire registrazioni e immagini senza dover necessariamente installare un server all’interno del negozio.
Le regole da conoscere prima di installare un impianto
Il Garante per la protezione dei dati personali ha riassunto nelle proprie FAQ sulla videosorveglianza alcuni dei principali obblighi da rispettare anche per chi gestisce un’attività commerciale.
- Per installare un sistema di videosorveglianza non è necessaria un’autorizzazione preventiva del Garante. Spetta però al titolare del trattamento verificare che l’utilizzo delle telecamere sia lecito, necessario e proporzionato rispetto alle finalità perseguite.
- Prima di entrare nell’area sottoposta a videosorveglianza deve essere presente un’apposita informativa, generalmente attraverso un cartello ben visibile. Le persone riprese devono poter conoscere gli elementi essenziali del trattamento e avere accesso all’informativa completa.
- Le immagini devono essere conservate soltanto per il tempo necessario alle finalità per cui sono state raccolte. In molti casi può essere sufficiente un periodo di 24 ore, eventualmente esteso in presenza di esigenze specifiche, come la chiusura durante il fine settimana. Tempi di conservazione più lunghi devono essere adeguatamente giustificati.
- Quando le telecamere possono riprendere i dipendenti, entrano in gioco anche le garanzie previste dall’articolo 4 dello Statuto dei lavoratori, la legge 300 del 1970.
L’utilizzo di sistemi più avanzati, capaci di analizzare automaticamente le immagini o individuare determinate anomalie, può inoltre rendere necessarie ulteriori valutazioni sotto il profilo della protezione dei dati personali, compresa, nei casi previsti dalla normativa, una valutazione d’impatto.
Come scegliere il sistema più adatto
Prima di acquistare un impianto è utile partire da una valutazione concreta dei punti più vulnerabili del locale: vetrine, ingressi, casse, accessi secondari e aree di servizio.
Il caso del negozio di ottica di viale Prealpi a Erba, colpito due volte in meno di un mese, mostra quanto sia importante individuare innanzitutto le zone realmente esposte. Posizionare correttamente una telecamera in corrispondenza di un accesso critico può essere più utile che installarne diverse senza aver prima valutato i rischi specifici del locale.
Anche la qualità e l’affidabilità dell’impianto fanno la differenza. Telecamere non funzionanti o sistemi che non consentono di ottenere immagini utilizzabili difficilmente potranno fornire elementi utili dopo un furto. Prima dell’installazione può quindi essere opportuno confrontare più preve