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Pallacanestro Cantù parla coach Pancotto: “Bene l’intensità messa in campo”

Parla il tecnico del canturini.

Pallacanestro Cantù parla coach Pancotto: “Bene l’intensità messa in campo”
Canturino, 08 Settembre 2020 ore 09:21

Cantù coglie il primo successo della stagione battendo 81 a 72 la Openjobmetis Varese, nella penultima sfida del Girone A di Eurosport Supercoppa 2020. Ora i biancoblù sono attesi dalla trasferta bresciana contro la Germani, in programma giovedì 10 settembre, che chiuderà l’avventura in Supercoppa dell’Acqua S.Bernardo.

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Pallacanestro Cantù parla coach Pancotto: “Bene l’intensità messa in campo”

Di seguito le parole dei due allenatori nel post partita.

Coach Vincenzo Cavazzana, Openjobmetis Varese: “Cantù ha disputato un’ottima gara e abbiamo subito un po’ la loro intensità, commettendo qualche
errore di troppo nella metà campo difensiva, concedendo troppi tiri aperti da tre punti e questa, guardando al risultato finale, è stata sicuramente la differenza più sostanziale. Chiaramente siamo ancora in precampionato e le cose su cui lavorare sono molte. Dovremo lavorare duramente e servirà lo sforzo da parte di tutti i ragazzi. Si torna quindi in palestra, cercando di migliorare alcuni aspetti. I miei complimenti a Cantù per la vittoria”.

Coach Cesare Pancotto, Acqua S.Bernardo Cantù: “Prima della partita desidero ringraziare i tifosi canturini presenti e quelli a casa. Per questa squadra
giovane, nuova, che sta cercando di identificarsi con la città, sentire la passione – anche se il palazzetto non era pieno – è stato molto importante. Di questo li ringrazio. Mi è piaciuto l’atteggiamento della squadra, per l’intensità messa in campo, per la voglia di difendere e per la voglia di superare le difficoltà senza potersi allenare. Per il resto, rimango dell’idea che il nostro cammino è ancora lungo. Da parte di tutti, però, non manca l’impegno: ogni giorno lavoriamo duramente. E questo è un elemento importante per una squadra nuova e giovane come la nostra, la quale, a parte due elementi di caratura come Maarty Leunen e Jaime Smith, ha otto giocatori emergenti. Abbiamo, quindi, la necessità di trovare tutti gli equilibri, aspetto che stiamo cercando ogni giorno. Personalmente, trovo ci sia troppa tensione su questa manifestazione: la pressione di ottenere a ogni costo il risultato non ci deve appartenere, il nostro grande obiettivo è diventare squadra il prima possibile, mantenendo la stessa concentrazione e la stessa intensità per tutti i 40’ di gioco».

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