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Violenza sulle donne e femminicidi: dopo il caso di Valentina, presidio davanti alla prefettura

Dopo il femminicidio di Cadorago, le associazioni del territorio tornano a chiedere attenzione sul tema della violenza di genere.

Violenza sulle donne e femminicidi: dopo il caso di Valentina, presidio davanti alla prefettura
Attualità Como città, 28 Luglio 2022 ore 11:41

"Il fenomeno dei femminicidi è strutturale e non una emergenza, va quindi trattato come tale. Anche nella nostra provincia si registrano eventi di violenza estrema contro le donne e femminicidi. Il femminicidio avvenuto a Cadorago, ci lascia ancora una volta sgomenti e addolorate/i". Con queste parole Cgil, Cisl, Uil, Nonunadimeno Como e altre associazioni del territorio e altre associazioni del territorio annunciano un presidio davanti alla prefettura.

Violenza sulle donne e femminicidi: dopo il caso di Valentina, presidio davanti alla prefettura

"Come organizzazioni sindacali, associazioni e movimenti femministi siamo impegnate nel contrasto della violenza quotidianamente, sappiamo fin troppo bene che gli autori di violenza molto spesso hanno le chiavi di casa. Per questo abbiamo ribadito più volte l’importanza delle politiche di contrasto alla violenza di genere che soprattutto nel contesto pandemico, molte donne, bambine e bambini sono costrette in casa con mariti, compagni e padri violenti. La quotidianità dei casi di violenza sulle donne dimostra ancora una volta come questi atti non possono essere relegati a una serie infinita di “casi isolati” sulle pagine di cronaca ed etichettati e quasi giustificati come “raptus di gelosia” e poi dimenticati a poche ore di distanza.

La violenza sulle donne è sistemica, ed è lo specchio della grave asimmetria che ancora oggi regola il rapporto tra donne e uomini frutto di una cultura patriarcale non ancora risolta. Per questo è fondamentale che la prevenzione della violenza non si fermi e il suo contrasto diventi una priorità a livello politico, superando la logica emergenziale. Solo così sarà possibile produrre il cambiamento culturale e sociale necessario a superare la violenza di genere ed ogni altra forma di violenza legata a libere scelte di orientamento sessuale.

Allo stesso tempo, è importante diffondere il più possibile le informazioni sulle modalità di accesso ai percorsi di tutela e di fuoriuscita dalla violenza. Cgil, Cisl, Uil, Nonunodimeno Como e altre associazioni del territorio, giovedì 28 luglio dalle 10 alle 12, pur nel rispetto delle misure di sicurezza e di distanziamento, si sono ritrovati davanti alla Prefettura di Como, per testimoniare la loro vicinanza alla famiglia di Valentina e ribadire con forza il rifiuto di ogni forma di violenza contro le donne. In quell’occasione presenteremo alcune richieste al prefetto per lanciare un progetto di prevenzione diffusa su tutto il territorio comasco".

Richieste unitarie da presentare al prefetto

"Le organizzazioni sindacali congiuntamente alle associazioni e movimenti femministi del territorio comasco ritengono che ci sia la necessità di svolgere un’articolata ed attenta analisi sociologica e psicologica della nostra società. È necessario ragionare sulle motivazioni, sul perché avvengono azioni così scellerate, comprendendo cosa sta cambiando, cosa sta mutando radicalmente, per combattere efficacemente questa deviazione violenta e sessista della nostra realtà quotidiana. L’incapacità di sopportare e di gestire l’abbandono da parte maschile, la fragilità psicologica maschile di non essere in grado di gestire il cambiamento, la reazione violenta che sfocia nella soppressione di una vita.

Questi sono evidenti segnali di una società che ha bisogno di evidenti cambiamenti culturali e di sostegno. È necessario riprendere convintamente il tema della educazione a partire dalle scuole, del rispetto della persona, dell’accettazione e valorizzazione di tutte le diversità compresa quella di genere per aumentare la consapevolezza della valorizzazione della propria persona e per prevenire ogni forma di violenza. Tutte e tutti noi consideriamo importante e fondamentale il monitoraggio dell’applicazione delle leggi, non ultime quelle antidiscriminatorie sancite in Europa e in Italia da cui sono derivati accordi, protocolli di buone pratiche nei luoghi di lavoro, buon ultimo l’accordo fatto il 5 novembre del 2021 qui a Como con la consigliera di parità e moltissime associazioni. È urgente dare vigore e valorizzazione ai centri di ascolto e antiviolenza, alle case rifugio già operanti nel nostro territorio e alle tante associazioni che operano volontariamente per contrastare soprusi e violenze sensibilizzando le Istituzioni a indirizzare a loro maggiori finanziamenti.

Le organizzazioni sindacali comasche, le associazioni e i movimenti femministi locali, si adoperano assieme alle Istituzioni per indirizzare le risorse, comprese quelle del Pnrr, a creare le condizioni per contrastare le disuguaglianze di genere e costruire una società in cui la donna possa realizzare in pienezza la propria identità nella società, nel lavoro e nell’ambito famigliare. In questa direzione vorremmo lanciare una massiccia campagna di informazione e prevenzione a partire da settembre aprendo tavoli con le parti sociali, con le istituzioni, con le scuole, l’università, tutti i luoghi di lavoro pubblici e privati, con le forze dell’ordine specializzate su questo tema, condizione per cui si possa immaginare un cambiamento culturale che permetta questa società una dinamica equilibrata e senza violenze di genere. Non possiamo stare in silenzio e rimanere in attesa che capiti ancora!"

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