commosso addio

“Ciao Arianna, resterai per sempre la nostra principessa coraggiosa” FOTO e VIDEO

Oggi a Montesolaro i funerali di Arianna Moscatelli, 13 anni, venuta a mancare a seguito di un'operazione.

Canturino, 10 Ottobre 2020 ore 19:00

Nel pomeriggio di oggi, sabato 10 ottobre 2020, famiglia e amici si sono ritrovati per dare l’ultimo saluto ad Arianna Moscatelli, 13 anni. La comunità ha voluto dare un intenso e ideale abbraccio ai genitori e alle sorelle di una ragazzina che ha saputo conquistare tutti. Era affetta da una malattia rarissima ma ha sempre combattuto, dentro e fuori dagli ospedali, dimostrandosi sempre un esempio di forza e corragio. Purtroppo il 2 ottobre è venuta a mancare dopo un’operazione a Trieste.

“Ora siamo noi ad aver bisogno di te”

“Arianna da una settimana ha cambiato residenza, non eravamo preparati a questa sorpresa. Ora è in un posto bellissimo e i suoi occhi non sono più socchiusi, ora sono spalcanti. Si trova in compagnia degli angeli e degli arcangeli. Lei è la new entry, insieme al giovane Carlo Acutis che è oggi stato proclemato beato – ha esordito il sacerdote durante l’omelia – . Ora Arianna si preoccupa e si occupa delle cose di Dio, addirittura nella sua casa ed è assunta a tempo pieno. Siamo certi che è in grado di rispondere a tutti noi, alle nostre richieste attraverso la nostra coscienza. Fin ora lei ha avuto bisogno di noi, delle nostre cure e attenzioni, ora siamo noi ad avere bisogno di lei. Grazie Signore per avercela regalata in questi anni, ora la regaliamo a te… Ma ci costa, e quanto ci costa”.

E poi: “Carissima Arianna, abbiamo condiviso con i tuoi cari i primi giorni del tuo sbocciare alla vita. Anche quando all’ospedale c’è stata qualche voce stonata, di fronte alle prime serie difficoltà di salute. La professionalità, l’umanità, la fede e la carità di alcune infermiere non ti hanno fatto mancare le prime cure e addirittura come cristiani ti hanno dato l’acqua del battesimo. Abbiamo camminato insieme, sfidando la vita e domandandoci chi era il maestro e chi l’alunno. Certo, abbiamo imparato ad amare e lottare, a patire e gioire, giorno dopo giorno. Sei riuscita a sfondare porte inaccessibili, sei stata accolta e baciata da papa Francesco in un’udienza privata. Non si sono invece aperte le porte per un cammino educativo condiviso, dove si pensava di trovare accoglienza come spesso sentiamo proclamare”.

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“Sarò infermiera grazie a quello che mi hai insegnato tu”

Tra i ricordi letti in chiesa c’è stato quello della sorella Serena.

“Ciao amore mio, mi sembra impossibile parlare di te al passato davanti a tutta questa gente, quindi parlerò sempre e solo al presente perché tu sei qui di fianco a me. Ricordo ancora quando eri uno scricciolo, ricoverata, e io facevo la tua infermiera personale. Avevo 5 anni ma avevo già capito quale sarebbe stata la mia strada. In tutti questi 13 anni, colmi di vita, mi hai insegnato troppe cose che ad elencarle tutte adesso sicuramente ne dimenticherei qualcuna, quindi non mi dilungerò molto. Insieme alla mamma, papà e Gloria abbiamo vissuto momenti indimenticabili, che nessuno mai potrà cancellare dai nostri cuori e dalle nostre menti. Ci hai insengnato a combattere per ottenere ciò che vogliamo, ci hai insegnato tu i valori della vita a partire dal significato della parola “famiglia” e “amore”. Grazie per aver scelto la nostra famiglia, senza di te la vita sarebbe stata totalmente diversa. Sono certa che i legami più forti sono quelli che nascono dal dolore e dall’ingiustizia, dalla malattia. Ho sempre pensato che è bello stare insieme quando tutto va bene, quando c’è da far festa. Poi ho capito che la vita non è un favola e bisogna combattere per cercare la felicità, bisogna stringere i denti ogni volta per andare avanti.
Ho sempre pensato che la vita può cambiare da un giorno all’altro e così è stato con te. Quel bellissimo giorno, il 7 giugno del 2007, il giorno più bello della mia vita, quando sei nata tu. Tu mi hai cambiata, mi hai stravolto la vita in meglio, mi rendi la persona più felice del mondo quando sorridi. Mi mancherà la componente fisica, il tuo essere sempre presente, le tue risate contagiose, le tue lacrime, i tuoi versetti meravigliosi, metterti lo smalto. Mi mancherà farti le treccine, mi mancheranno le tue coccole, mi mancheranno da morire i tuoi abbracci, i tuoi baci, mi mancheranno le nostre gite al lago, tutti cinque insieme, ma saremo per sempre tutti cinque insieme, uno di fianco all’altro. Mi mancherà tutto di te, ma io ti porto sempre nel cuore, tu sei parte di me e lo sarei per sempre. Sei la mia gioia, la mia miglior vittoria. Porterò con me la tua forza di combattere nonostante le ingiustizie della vita.
Porterò avanti quello che mi hai insegnato in questi anni. Seguirò quel percorso che mi hai indicato quando avevo appena cinque anni: mi hai lasciato un percorso da seguire, ti prometto che lo porterò avanti a tutti i costi. Diventerò un’infermiera grazie a quello che mi hai insegnato tu. Ti amo alla follia Ari”.

“Ciao principessa coraggiosa”

A prendere parola anche la sorella Gloria.

“Ciao Ari, volevo ringraziarti per tutto, ti adoro. Ci hai fatto conoscere cose che non avremmo potuto conoscere senza di te. Ci hai fatto incontrare persone fantastiche, portato in luoghi dove senza di te non saremmo mai arrivati. Grazie davvero per ogni esperienza, ogni momento. Sappiamo che sei sempre al nostro fianco, ora devi darci la forza di andare avanti. Sei speciale. Ogni giorno ci sorprendevi, quando mi abbracciavi mi rendevi la persona più felice del mondo. Sarei sempre la nostra principessa. Ti chiamerò per sempre con tutti i tuoi soprannomi. Mi ricordo la prima volta che ti ho vista, ci guardavi con i tuoi occhi grandi. Hai reso la mamma una mamma speciale, forte e coraggiosa. Il papà ha sempre combattuto per tutti i tuoi diritti e continuerà a farlo. Sappiamo che ci sei e ci sarai sempre. Sei e sarai sempre la nostra principessa coraggiosa. Grazie per tutto, ti voglio tantissimo bene”.

Il sacerdote alla famiglia: “Aiutateci a imparare a voler bene”

Molto toccante la riflessione di uno dei quattro sacerdoti presenti durante il funerale che ha invitato la famiglia ad aiutare la comunità. “Vi chiedo questo favore, so che è dura la cosa e faticosa ma il tanto amore che c’è da tra voi, non resti solo tra voi, debordi dalla vostra famiglia e arrivi a contagiare la nostra comunità. Abbiamo bisogno di imparare ad amare, in particolare i più piccoli e i più fragili. Vi invito a non tenere tutto questo amore per voi, aiutateci a imparare a voler bene”.

La canzone di Frozen e i palloncini in sua memoria

Prima di accompagnare il feretro bianco al cimitero, in chiesa sono risuonate le note di una canzone tratta dal film “Frozen” che tanto piaceva ad Arianna. All’uscita poi la famiglia ha lanciato verso il cielo alcuni palloncini bianchi in memoria della principessa coraggiosa che tanto ha saputo dare nella sua breve vita.

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Arianna Sironi

 

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