Cronaca
Olgiate Comasco

Giornata della memoria con Emanuele Fiano e Maria Rita Livio

Venerdì 20 gennaio incontro dedicato al libro “Moishele” di Sándor Lukács.

Giornata della memoria con Emanuele Fiano e Maria Rita Livio
Cronaca Olgiate, 17 Gennaio 2023 ore 11:15

Giornata della memoria a Olgiate Comasco: incontro con Emanuele Fiano e Maria Rita Livio per ascoltare, riflettere, conservare la consapevolezza di ciò che è stato affinché non si ripeta più.

Giornata della memoria: incontro al Medioevo

Venerdì 20 gennaio, alle 20.45 al Medioevo, l’evento organizzato dall’assessorato alla Cultura per la Giornata della Memoria. "Si tratta della presentazione del libro “Moishele” di Sándor Lukács, che vedrà protagonista l’onorevole Emanuele Fiano - spiega Giuliana Casartelli, bibliotecaria e responsabile del Sistema bibliotecario dell’Ovest Como - Dialogherà con Maria Rita Livio, presidente dell'Università degli adulti, con un’introduzione di Caterina de Camilli Giacò".

Maria Rita Livio

Un capitolo della Storia che non va messo a tacere

L’evento al Medioevo è organizzato in collaborazione con "Anpi" e Fondazione Avvenire. "Moishele è giovane quando i tedeschi invadono la Polonia e gli ebrei del villaggio dove vive vengono deportati. Riesce a evitare il destino degli altri grazie all’aiuto di Steiner, un amico di famiglia che lo nasconde in soffitta. Si trova costretto a condividere questo spazio buio e angusto con Annuska, polacca che non esita a esprimere il proprio antisemitismo. Questo è solo il primo dei personaggi femminili che con le loro parole e azioni segneranno Moishele in questi anni di violenza, fuga e riflessione. L’autore restituisce, in una moltitudine di punti di vista, fatti che ha vissuto in prima persona, personaggi che forse non ha incontrato, ma cui è in qualche modo passato accanto. Ma anche riflessioni su un capitolo della Storia che non deve essere messo a tacere".

Centro congressi Medioevo

Il valore della memoria nelle pagine di un libro emozionante

Sándor Lukács nasce nel 1922 a Ujpest, presso Budapest, durante la Seconda guerra mondiale viene deportato in un campo in Ungheria, poi, in Romania e Austria. Dopo la guerra riprende gli studi in Italia e nel 1951 si laurea in medicina. Lavora sempre in strutture pubbliche, in particolare a Como, dove è primario al Sant’Anna fino alla pensione. Scrive, incontra ragazzi nelle scuole e traduce dall’ungherese. Si spegne a Como nel dicembre del 2019.

 

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