convivenza con il virus

Rsa e Covid, fondamentale la prevenzione. Ca’ d’Industria: “Tamponi a tappetto tra operatori e ospiti”

In via Brambilla e a Rebbio alcuni ospiti positivi ma asintomatici.

Rsa e Covid, fondamentale la prevenzione. Ca’ d’Industria: “Tamponi a tappetto tra operatori e ospiti”
Como città, 10 Novembre 2020 ore 15:34

In questi giorni di seconda ondata, in cui i numeri delle persone positive al Covid-19 è salito alle stelle, il pensiero va di riflesso alle Rsa che in primavera sono state travolte dal virus e nelle quali abbiamo perso molti nonni. Non sono mancate notizie di piccoli focolai che si stanno accendendo anche ora nelle residenze per anziani (il caso di Olgiate Comasco, scampata alla prima ondata e ora il difficoltà) ma per il momento la situazione appare in generale sotto controllo.

Ca’ d’Industria: “Tamponi a tappetto tra operatori e ospiti”

“Nel nostro caso è il frutto di continue verifiche e di un monitoraggio costante dei nostri operatori e dei nostri ospiti attraverso i tamponi – racconta Gianmarco Beccalli, presidente di Ca’ d’Industria, residenza per anziani comasca che si divide su quattro strutture, tra le più colpite nella prima ondata – Da aprile facciamo test Covid ogni 10/15 giorni a tutti, in alcuni periodi li facciamo anche ogni 5 giorni”.

La Rsa comasca aveva patito fortemente la prima ondata, soprattutto perché si era trovata sprovvista del necessario: erano impossibili da reperire Dpi e tamponi per capire quale fosse realmente la situazione.

“Da aprile acquistiamo di tasca nostra i tamponi che poi vengono esaminati da Ats Insubria – spiega Beccalli – Al momento abbiamo alcuni operatori a casa positivi e 9 pazienti a Rebbio e uno in via Brambilla. Stanno tutti bene, sono asintomatici, e stiamo verificando le loro positività perché dopo un primo tampone con questo esito, il secondo era negativo. Ora attendiamo i risultati del terzo giro”.

Da tempo purtroppo le visite dei parenti sono bloccate per tutelare la salute degli ospiti ma continua la disponibilità degli operatori per le videochiamate dei nonni ai familiari a casa. “Non è la stessa cosa, ce ne rendiamo conto, ma facciamo il massimo per rendere sicura la struttura – aggiunge il presidente – La nostra paura oggi è un’altra. Fortunatamente i nostri ospiti stanno tutti bene ma sappiamo già che se qualcuno di loro si aggravasse in ospedale al momento non ci sono posti liberi”.

Anche gli ingressi di nuovi ospiti vanno a rilento perché serve prima che vengano testati per prevenire l’ingresso, con loro, del virus. “Purtroppo si tratta comunque di un numero esiguo – conclude Beccalli – Oggi le famiglie non portano i loro anziani in casa di riposo perché purtroppo significherebbe non poterli vedere con le visite bloccate così preferiscono temporeggiare. Inoltre dopo quanto letto e visto in primavera hanno paura. Entrano al momento solo ospiti che non sono più gestibili per le famiglie a casa. Questa situazione, naturalmente, ci mette in difficoltà economica a lungo andare anche perché siamo obbligati già a tenere delle camere libere per le quarantene”.

Anni Azzurri: “Piano di emergenza in tutte le nostre strutture”

La prevenzione è oggi parola d’ordine anche per il gruppo Anni Azzurri che gestisce sul territorio nazionale 52 residenze per anziani, tra cui Villa Clarice a Cermenate, anch’essa purtroppo colpita durante la prima ondata.

Per far fronte all’attuale situazione epidemiologica, le residenze hanno intensificato i controlli attraverso screening continui, test sierologici e tamponi per gli ospiti e raddoppiando la rilevazione dei tamponi sul personale. Il personale è sottoposto settimanalmente al test rapido per la rilevazione di infezione da SARS-CoV-2.

Enrico Brizioli, amministratore delegato KOS Care commenta: “Stiamo affrontando una crisi senza precedenti che sta mettendo a dura prova l’organizzazione sociale del nostro Paese e di tutto il mondo poiché ci troviamo davanti ad un nemico insidioso. Per affrontarlo, abbiamo dato vita ad un piano di emergenza che viene costantemente aggiornato e che recepisce tutte le indicazioni nazionali e regionali, ampliandole per una maggior tutela. Tutte le nostre strutture hanno messo in campo ogni sforzo possibile, potenziando i DPI, intensificando i controlli di screening per la sorveglianza, la salute e il benessere degli ospiti e degli operatori. Nel breve periodo, inoltre, l’obiettivo di Anni Azzurri è quello di potenziare i servizi al domicilio per far fronte alla necessità di tutte le persone fragili che hanno bisogno di essere seguite anche a casa”.

Tra i primi provvedimenti per garantire la sicurezza degli ospiti e prevenire la diffusione del virus, tutte le strutture hanno sospeso a partire dalla metà di ottobre le visite dei familiari. Ma per mantenere il contatto con l’esterno e garantire il benessere psico-fisico degli ospiti sono state incrementate le videochiamate con i familiari e i colloqui telefonici svolti con uso di tablet di cui si sono dotate tutte le strutture, giungendo ad avere fino a 10 tablet per ciascuna. Medici e infermieri mantengono inoltre una stretta comunicazione con i famigliari via mail ed sms per aggiornarli sulle condizioni di salute e di ambientamento dell’anziano.

Stephanie Barone

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