il caso

“O cristiani oppure di Salvini”, don Alberto non si scusa: udienza rinviata FOTO

Questa mattina, in Tribunale a Como, andrà in scena l'udienza nei confronti del sacerdote marianese.

“O cristiani oppure di Salvini”, don Alberto non si scusa: udienza rinviata FOTO
Marianese, 18 Febbraio 2020 ore 09:38

“O sei di Salvini o sei cristiano”. In una domenica del novembre 2016, dal pulpito della chiesa, don Alberto Vigorelli pronunciò queste parole a Mariano Comense. Ad ascoltare la predica c’era anche l’ex sindaco Alessandro Turati, che aveva denunciato su Facebook la sua preoccupazione per parole di questo tipo pronunciate da una guida spirituale. Il caso è poi continuato con una denuncia per diffamazione fatta da Salvini al sacerdote.

“O cristiani oppure di Salvini”, oggi don Alberto a processo

Questa mattina, in Tribunale a Como, andrà in scena l’udienza nei confronti di don Alberto. Davanti al giudice dovrà rispondere delle parole prounciate durante l’omelia. L’aula è già pienissima. Da Mariano, a sostegno del sacerdote, sono arrivati anche i consiglieri comunali Alberto Crippa (PD) e Carmen Colomo (M5s). Presente anche la consigliera comunale di Como Patrizia Lissi (Pd), mentre è assente Matteo Salvini.

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Salvini: “Prima le scuse, poi 1000 euro ad una onlus”

Ieri, lunedì 17 febbraio 2020, il leader leghista Matteo Salvini è tornato a parlare del caso dal suo profilo Facebook: “Disse durante la Messa che un cristiano non può essere della Lega, non ho parole… Se questo prete, che mi odia, chiederà scusa e devolverà 1.000 euro ad una Onlus che si occupa di disabili, pace fatta e amici come prima”.

Oggi in aula

L’avvocato dell’accusa, Valentina Zanoletti del Foro di Monza, come aveva anticipato ieri Salvini via social, ha chiesto le scuse del sacerdote auspicando una conclusione bonaria della situazione. Dal canto suo il legale di don Alberto, Oreste Dominioni del foro di Milano, ha rimarcato l’impossibilità di avanzare alcun tipo di scusa “ha predicato il vangelo, non può scusarsi di questa cosa”. Il giudice, per alcuni minuti, ha parlato in privato col sacerdote. Vista la ferma decisione di entrambe le parti di non cedere, l’udienza è stata rinviata al 14 maggio. C’è ancora la possibilità che Salvini e don Alberto trovino tra di loro un accordo.

Don Alberto: “Che casino…”

“Che rebelot che em trà in pè”, ha detto in dialetto all’uscita dell’aula don Alberto, che evidentemente non si aspettava tutto questo clamore mediatico dopo le sue parole. QUI TUTTE LE SUE PAROLE 

 

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