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Chiusure e restrizioni, il barista di Casnate Fabio: “Basta sanzionare chi cerca di portare la pagnotta a casa”

Un accorato messaggio a tutti gli uomini e le donne delle forze dell'ordine.

Chiusure e restrizioni, il barista di Casnate Fabio: “Basta sanzionare chi cerca di portare la pagnotta a casa”
Economia Canturino, 19 Gennaio 2021 ore 16:17

Quella dei baristi e dei ristoratori ma in generale delle attività commerciali è senza dubbio una delle categorie più devastate dalle restrizioni per combattere il coronavirus. Tanto che nei giorni scorsi, per disperazione e frustrazione, molti bar e ristoranti hanno aderito alla protesta #IoApro, tenendo aperto con il servizio al tavolo malgrado l’attuale normativa lo vieti. Una iniziativa alla quale Fabio Roiter, ex consigliere comunale di Casnate con Bernate ma anche titolare di un bar in paese, non ha aderito per evitare sanzioni e ripercussioni in una situazione economica già tragica ma che oggi si sfoga sui social. Ecco la sua riflessione.

Chiusure e restrizioni, la disperazione del barista di Casnate

“Carissimi Giovanni Nistri (Comandante Generale arma dei Carabinieri) e Franco Gabrielli ( Capo Polizia di Stato), mi chiamo Roiter Fabio, un semplice barista in provincia di Como, sicuramente anche voi avete famiglia come la maggior parte dei vostri uomini e donne, allora capite cosa significa portare a casa lo stipendio. Ma perché non prendete la situazione in mano e vi rifiutate di mandare in giro i vostri ragazzi e ragazze a sanzionare chi cerca di portare la pagnotta a casa?? Per di più in modo legale, sì perché servire dei caffè al tavolo o delle pizze o qualsiasi pietanza seguendo le misure di sicurezza, non siamo da meno a nessuno. Per di più le nostre categorie sono quelle tra le più controllate da sempre per quanto riguarda igiene e quant’altro e sono quelle che ogni anno spendono più soldi per essere sempre a norma.

Ora, sicuramente se queste persone si stanno accanendo così sulle nostre categorie un motivo lo avranno, anche se ci rimarrà per sempre sconosciuto, ma se all’interno di un bus possono salire 30 persone toccando ovunque e senza nessuno che sanifichi ogni punto di contatto come facciamo noi e i titolari di palestre e centri estetici, vuol dire che qualcosa nei nostri confronti c’è.

Ora tornando a voi cari Gabrielli e Nistri, almeno voi, che sapete cosa vuol dire vivere in mezzo agli italiani, mettetevi una mano sul cuore e quando i “padroni” di Roma vi ordinano come dovete comportarvi con i vostri concittadini, provate a rispondergli: ‘se avete il coraggio di emettere certe leggi abbiate anche il coraggio di andare a sanzionare persone che lavorano in regola e legalmente’. Scusate ma ora abbiamo bisogno anche di voi per non finire in mezzo ad una strada”.

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